DOGLIANI (Cuneo) - La7 ha costruito negli anni un profilo editoriale definito, caratterizzato da programmi e commentatori critici nei confronti del governo, scelta che ha contribuito al successo dell'emittente. Lo sottolinea Enrico Mentana, direttore del Tg La7, durante l’intervista con Mia Ceran al Festival della Tv di Dogliani, nel giorno di chiusura della quindicesima edizione. "Il rischio è che se dovesse vincere il centrosinistra, La7 diventi una tv di governo" dice Mentana.

"Chi guida La7 è stato bravissimo. Bravissimo Urbano Cairo, bravo il direttore Andrea Salerno, bravi i conduttori che hanno portato ascolti molto alti. Tutti i programmi serali di La7, però, hanno la stessa impostazione, lo stesso orientamento, gli stessi ospiti. Nell'ultimo anno solare hanno ospitato almeno un centinaio di volte Schlein e Conte, due volte Crosetto, 40 Bocchino. Mi verrebbe da dire: 'Vieni avanti Bocchino'. Questo asseconda quello che il telespettatore di La7 vuole sentire. Ma un elettore del centrodestra non può guardare i programmi di La7 sentendosi a casa: non vedo più trasmissioni in cui tutti gli ospiti si sentono a casa: qui uno si sente a casa, l'altro in trasferta; uno in poltrona e l'altro sui carboni ardenti. Da nessuna altra parte è tutto così netto e marcato. E' evidente che si è voluto fare di La7 una nuova Rai 3, senza però che esistano una nuova Rai 2 e una nuova Rai 1".