L'abbraccio con la gente domani davanti al Quirinale sul palco con artisti e sportivi

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Ottant'anni e si litiga ancora. Ieri sulla magistratura, oggi su preferenze e premi di maggioranza, eppure Sergio Mattarella non sembra particolarmente preoccupato. "Non è un nostro problema", spiegano dal Colle, "il presidente non interferisce". Del resto provare a cambiare le regole non è uno scandalo, fa parte del gioco. Anzi, il dibattito "aspro", spigoloso, conferma lo stato di salute della Repubblica alla vigilia delle celebrazioni. E passi per la giustizia: il referendum ha riportato la gente alle urne. La riforma elettorale invece fuori dal recinto dei partiti non scalda proprio nessuno, ma insomma, se e quando accadrà, anche quella verrà gestita. Come sempre succede dal 1946.Ma la cosa importante, secondo il capo dello Stato, è riavvicinarsi alla gente. Da qui l'idea per il 2 giugno di uscire dal palazzo e di organizzare una festa in piazza, una specie di concertone in diretta tv e senza scaletta con attori, cantanti, filmati che ricordano la nostra storia di successo. Niente tartine e chiacchiere sotto le piante secolari, sospeso il rito delle mani da stringere, cancellato il ricevimento. Stile asciutto, semplice, popolare. Sul palco tra gli altri vedremo Morandi e Zingaretti, Del Piero e Verdone, Cortellesi e Bolle. In piazza 2700 invitati. "I volti della Repubblica", questo il titolo dell'evento collegato alla campagna social che invita i cittadini a dire la loro. Il resto del programma prevede per oggi l'apertura dei giardini alle categorie protette e il concerto per corpo diplomatico. Domani la sfilata militare ai Fori, un dialogo con i ragazzi ripreso da Rai 1 e alle 21 gran chiusura con la festa.Repubblica vuol dire democrazia. Ottant'anni dopo, la nostra sta molto bene anche se, come ha detto il capo dello Stato nel colloquio con Renzo Piano, ha bisogno di attenzioni. "Dobbiamo averne cura", mantenendo gli accordi internazionali e sintonizzandosi con i problemi reali della gente, cosa che i partiti faticano a fare, presi come sono a curare i propri orticelli e non l'interesse nazionale. Covid, guerre, crisi economiche, governi di tutti i colori. Mattarella è sul Colle dal 2015 e ne ha gestite di ogni genere e nel frattempo, a 84 anni, è diventato un'icona pop. Suo il gradimento più alto tra gli italiani, suo il sito più visto, suoi gli incontri più caldi con i giovani. Il politico che viene da lontano, dal vecchio sistema dei partiti, parla oggi il linguaggio più moderno senza abbandonare il suo stile sobrio.