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19 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 21:09

Giorgia Meloni, la premier, siede sul palco d’onore insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Senato Ignazio La Russa e quello della Camera, Lorenzo Fontana. Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, non c’è: il segnaposto appare e scompare. Matteo Salvini, meno spavaldo del solito, si limita a fare gli auguri a tutti. Antonio Tajani ostenta una sorta di euforia, anche se nell’incontro con Roberto Occhiuto, nel ruolo di sfidante per la leadership di Forza Italia, si nota un certo gelo. La tradizionale cerimonia per lo scambio degli auguri di fine anno al Colle, con i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e della società civile, sembra risentire della tensione della manovra, con la maggioranza nel caos e la Lega che sconfessa il suo ministro. Sempre, però, nella maniera ovattata che la sede istituzionale richiede.

Il presidente della Repubblica ci tiene a stressare almeno un paio di concetti, in un discorso dai toni volutamente bassi: “È legittimo e necessario che ogni forza politica abbia la sua agenda, le sue priorità, una sua visione della realtà e delle dinamiche che la muovono”. Ma “ci sono alcuni grandi temi della vita nazionale che vanno oltre l’orizzonte delle legislature, e attraversano le eventuali alternanze tra maggioranze di governo. Temi che richiedono programmi a lungo termine, investimenti di risorse ingenti, impegni e sacrifici che riguarderanno le generazioni che verranno. Questioni strategiche che definiscono per il loro contenuto il futuro della nostra Repubblica”.