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19 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 21:02

Dopo un giorno di silenzio, e un prolungato gelo tra Palazzo Chigi e il Quirinale, Giorgia Meloni commenta la mossa a sorpresa del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ieri si è presentato a presiedere un’anonima seduta ordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura. Una decisione presa dal capo dello Stato per difendere l’istituzione Csm dopo le parole del Guardasigilli Carlo Nordio. Una brutta botta per il governo, in piena campagna in vista del referendum sulla riforma della giustizia. “Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore”, conferma Meloni in un’intervista a SkyTg24, “ci eravamo visti la sera prima, nel tradizionale incontro nell’anniversario dei Patti lateranensi”. Poi la premier aggiunge: “Ho trovato le parole del presidente giuste, credo sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni, penso che sia giusto il passaggio in cui il presidente della Repubblica dice, è importante che una istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe politiche”.

Meloni prova a girare a suo favore le dichiarazioni di Mattarella, che in un minuto e mezzo ha rifilato una strigliata senza precedenti al Guardasigilli Nordio per aver accusato il Csm di adottare decisioni sulla base di un “meccanismo para-mafioso”. Il presidente della Repubblica infatti ha voluto ribadire “il rispetto che occorre nutrire e manifestare, particolarmente da parte delle altre istituzioni, nei confronti di questa istituzione”. Ovvero del Csm. Poi, in un altro inciso del suo intervento, Mattarella ha sottolineato che il Consiglio superiore della magistratura “deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estraneo a temi o controversie di natura politica”. Un invito fermo, insomma, ad abbassare i torni della campagna referendaria e a non far diventare il Csm terreno di regolamento di conti. Il riferimento di Mattarella sembra essere alle iniziative dei consiglieri “laici” di centrodestra contro il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri.