L’evoluzione dei codec video entra in una nuova fase con la pubblicazione ufficiale della specifica AV2 v1.0, il successore diretto di AV1 sviluppato dall’Alliance for Open Media.
Dopo oltre cinque anni di ricerca, test e revisioni tecniche, il nuovo standard arriva con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il bitrate necessario per trasmettere contenuti ad alta qualità. Negli ultimi anni piattaforme come YouTube, Netflix e numerosi servizi OTT hanno adottato AV1 per contenere i costi di banda, e AV2 nasce proprio da questa esigenza: aumentare l’efficienza di compressione in un momento in cui 4K, HDR e video ad alto frame rate stanno moltiplicando il volume dei dati da trasmettere.
Cosa introduce AV2 e perché cambia le cose
AV2 è un codec video open source e royalty-free sviluppato dall’Alliance for Open Media, il consorzio che riunisce Google, Microsoft, Amazon, Intel, Netflix, Cisco, Mozilla e NVIDIA. La versione 1.0 della specifica è stata pubblicata ufficialmente il 28 maggio 2026, insieme al software di riferimento AVM, base tecnica per le future implementazioni commerciali.
Il miglioramento centrale rispetto ad AV1 è una riduzione del bitrate di circa il 30% a parità di qualità visiva, almeno negli scenari di test utilizzati durante la validazione. Per i provider video questo si traduce in costi infrastrutturali inferiori, meno buffering e una distribuzione più efficiente di contenuti ad alta risoluzione su connessioni limitate.












