di
Paolo Centofanti
È il nome commerciale dello standard open source sviluppato da Apple, Google e NBCUniversal al fine di risolvere il problema della visualizzazione, prevalentemente su smartphone, di contenuti SDR e HDR nella stessa schermata e per migliorare la riproduzione HDR in differenti condizioni di luminosità
Ci risiamo. Come se l'ecosistema HDR non fosse già complicato di suo, arriva un nuovo formato. Si chiama Eclipsa Video, è un formato aperto, e sarà gestito a livello di licenza dal consorzio HDR10+ Technologies, la stessa alleanza che supporta le varie declinazioni di HDR10+ e il formato di audio spaziale Eclipsa Audio. Eclipsa Video è il nome commerciale scelto per lo standard tecnico SMPTE 2094-50 sviluppato da Google, Apple e NBCUniversal e introduce nuovi metadati appoggiandosi al formato HDR10+, tanto che i dispositivi compatibili riporteranno la dicitura "Eclipsa Video powered by HDR10+". Il nuovo formato è rivolto soprattutto al mondo degli smartphone, ma non solo, e si pone di risolvere il problema della visualizzazione simultanea di contenuti SDR e HDR nella stessa schermata."Se hai mai notato un video HDR che sembra stranamente sbiadito, o i suoi punti luminosi sembrano completamente spazzati via e privi di dettagli, non sei solo" spiega Google facendo l'esempio di quando si effettua lo scrolling su un feed social che mischia i due tipi di contenuti. "Poiché gli schermi hanno capacità di luminosità molto diverse, mescolare contenuti standard e HDR sullo stesso schermo è stata una sfida enorme per il settore e un'esperienza frustrante per gli spettatori". Come interviene Eclipsa Video? Con nuovi metadati che fissano un livello di bianco di riferimento e istruiscono il dispositivo su come gestire la dinamica del segnale in funzione anche di come il display regola la sua luminanza di picco in base alla luce ambientale. Google fa l'esempio della gestione della luminosità dello schermo di uno smartphone quando si passa da un ambiente chiuso all'aperto.Il punto di bianco di riferimento funzionerà da punto di ancoraggio coerente per lo schermo, mappando le parti più luminose dei contenuti SDR ad un livello specifico, riservando tutta la luminosità extra rigorosamente per il video HDR. Secondo i promotori, in questo modo i contenuti standard e HDR potranno finalmente condividere lo stesso schermo senza distorcere l'uno la dinamica dell'altro. Il secondo elemento sono le curve di guadagno adattative, che diranno al display esattamente come adattare il contenuto, comprimendo in modo intelligente ombre e mezzitoni per preservare le alte luci senza perdere dettagli. Così descritti questi ultimi metadati non sembrano essere per la verità molto diversi da ciò che è già implementato in HDR10+.Google ha già annunciato che il supporto per Eclipsa Video sarà integrato in Chrome e su Android. In un comunicato, il consorzio HDR10+ spiega che i primi dispositivi Eclipsa Video saranno comunque degli smartphone, con i primi modelli certificarti che verranno annunciati nel corso dell'anno. Altre categorie di dispositivi, come notebook, tablet e TV potrebbero arrivare più avanti.








