Ambrogio

Mario Alberto Marchi

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All’Ospedale Niguarda di Milano un paziente con scompenso cardiaco può oggi essere monitorato a casa attraverso la voce. Si chiama AVATAR-SC il progetto sviluppato con la Fondazione De Gasperis, l’Università dell’Insubria e il Politecnico di Milano: un sistema di analisi vocale e intelligenza artificiale che intercetta i segnali di un peggioramento prima che diventi ricovero, finanziato da Fondazione Cariplo con circa 220mila euro. È uno dei tanti esempi di cosa significhi, in concreto, portare l’AI dentro i servizi e non solo dentro i data center.

La sanità milanese è il laboratorio più avanzato. Al San Raffaele la piattaforma S-Race, costruita con Microsoft e operativa dal 2024, analizza in tempo reale grandi volumi di dati clinici eterogenei estratti dalle cartelle elettroniche, restituendo al medico una fotografia sintetica dello stato del paziente. All’Humanitas l’AI Center, con oltre trenta progetti in corso, ha lanciato i Digital Twins, avatar virtuali dei pazienti per simulare la risposta a una terapia prima di somministrarla. A Cremona e Oglio Po l’intelligenza artificiale affianca il radiologo nella lettura delle mammografie.