Il bonus mobili si conferma tra le agevolazioni più utilizzate dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi. La misura richiede tuttavia estrema precisione. Eventuali errori nei documenti o nella compilazione del Modello 730 rischiano di far decadere il beneficio durante i controlli del fisco.Cosa è, come funziona e il tetto di spesa
L'agevolazione consiste in una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, legata a interventi di recupero edilizio. Le spese sostenute nel 2025 vanno dichiarate nel 730, consentendo di recuperare la prima di dieci quote annuali. Rispetto agli anni passati il limite di spesa è sceso a 5.000 euro per unità immobiliare, incluse le pertinenze. Il rimborso massimo è quindi di 2.500 euro (250 euro all'anno). Il tetto raddoppia solo per lavori su due immobili distinti, mentre per i cantieri pluriennali avviati nel 2024 il calcolo del limite dei 5.000 euro deve considerare quanto già speso e detratto l'anno precedente.Ristrutturazione e altri interventi, quali sono le regole L'iter impone un vincolo temporale rigido: l'avvio del cantiere deve precedere l'acquisto. La prova dell'inizio dei lavori si fornisce tramite Cila, Scia o autocertificazione per l'edilizia libera. Lo sgravio scatta in presenza di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia. La manutenzione ordinaria è valida solo se effettuata sulle parti condominiali comuni. Rientrano tra gli interventi abilitanti anche operazioni frequenti come la sostituzione della vecchia caldaia o l'installazione di condizionatori a pompa di calore.Beni ammessi e modalità di pagamento La lista dei beni ammessi include elementi d'arredo principali (letti, armadi, tavoli, divani, illuminazione) ed esclude porte, tende e pavimenti. Per gli elettrodomestici valgono requisiti green precisi: classe A per i forni, classe E per lavatrici e lavastoviglie, classe F per frigoriferi e congelatori. Sul fronte finanziario la tracciabilità è obbligatoria: sono ammessi solo bonifici, carte di credito o di debito e finanziamenti rateali, mentre contanti e assegni azzerano il diritto allo sconto. I contribuenti devono infine conservare per 15 anni fatture dettagliate, ricevute di pagamento, permessi comunali e la comunicazione Enea, quest'ultima da inviare entro 90 giorni dal collaudo degli elettrodomestici.










