Chi acquista arredi ed elettrodomestici abbinati a lavori edilizi può recuperare metà della spesa nella dichiarazione dei redditi. Il nuovo limite massimo è di 5mila euro e richiede il rispetto di precisi requisiti temporali, energetici e di tracciabilità. Ecco quali.
Comprare nuovi arredi per la casa risparmiando la metà della spesa è possibile grazie al Bonus mobili, una delle agevolazioni fiscali più utilizzate dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi. Ottenere questo rimborso non è però automatico: la normativa prevede infatti regole molto rigide sui lavori edilizi obbligatori, sui limiti di spesa e sui metodi di pagamento ammessi. Ecco nel dettaglio come funziona la detrazione nel Modello 730, quali sono i requisiti necessari e come muoversi correttamente per evitare che un piccolo errore burocratico faccia saltare lo sconto del fisco.
Cos'è il Bonus mobili e come cambia il tetto di spesa L'agevolazione consiste in una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute per l'acquisto di arredi e grandi elettrodomestici. Il rimborso non avviene in un'unica soluzione, ma viene suddiviso in dieci quote annuali di pari importo. La novità principale riguarda il limite massimo di spesa, che è sceso a 5mila euro per ogni singola unità immobiliare, comprese le pertinenze. Questo significa che lo sconto fiscale massimo ottenibile è di 2500 euro complessivi, ovvero 250 euro all'anno. Ci sono però due eccezioni da considerare: Più immobili: il tetto massimo raddoppia se si eseguono lavori su due abitazioni distinte. Cantieri pluriennali: per i lavori iniziati in precedenza e proseguiti nel tempo, nel calcolo del limite dei 5.000 euro bisogna sottrarre le somme che sono già state spese e detratte l'anno scorso. Quali sono i lavori edilizi obbligatori Per poter richiedere il Bonus mobili non basta semplicemente cambiare l'arredamento, ma è obbligatorio che l'acquisto sia legato a interventi di recupero edilizio. Il cantiere deve essere ancheavviato tassativamente prima di comprare i mobili. Tra i lavori ammessi rientrano la manutenzione straordinaria, il restauro e la ristrutturazione edilizia sul singolo immobile (comprese le frequenti sostituzioni di caldaie o l'installazione di condizionatori a pompa di calore), mentre la manutenzione ordinaria è valida solo se effettuata sulle parti comuni dei condomini.






