ROMA Il momento clou, nella festa della Repubblica domani a Piazza del Quirinale, con 200 piazze collegate in tutta l'Italia, sarà quello delle decine di giovani che intervisteranno dal vivo il presidente Mattarella. Un 2 giugno all'insegna del futuro delle ragazze e dei ragazzi italiani: e ci saranno duecento maturandi alla festa fuori dal Palazzo. E dal Nord al Sud, per non dire di Roma e del Centro in cui gli 80 anni dal referendum del 1946 saranno un evento molto partecipato, le amministrazioni locali hanno raccolto l'invito della Presidenza della Repubblica e di Anci a prendere parte al progetto «I volti della Repubblica», di cui è «partner indispensabile» (come dicono al Quirinale) la Siae guidata da Salvo Nastasi, trasformando l'anniversario in un grande laboratorio diffuso di memoria civica ad uso anzitutto dei giovani. Verranno consegnate nei palchi d'Italia migliaia di copie della Costituzione ai ragazzi delle scuole, e in più lezioni pubbliche (sul primo voto alle donne e sulla Costituente) e altre attività collettive.

CONNESSIONE Un 2 giugno di connessione, sia televisiva sia social, tra la piazza del Quirinale e infinite realtà territoriali - e questa è una novità importante in una fase in cui la coesione nazionale fa la forza - e un 2 giugno stavolta e per la prima volta in maniera così deliberata davvero intergenerazionale. Del resto nel 2015, il primo anno della presidenza Mattarella, si cominciò la festa del 2 giugno con il «gioco tricolore» dei bambini in una scuola di Roma, fra fiocchi tricolori e disegnini che trasudavano gioiosamente «pedagogia repubblicana». Le domande che le ragazze e i ragazzi rivolgeranno a Mattarella domani sera riguarderanno naturalmente il valore storico e di formazione democratica che il 2 giugno ha avuto e ha nel nostro Paese. E come ha contribuito la repubblica a rendere l'Italia uno dei Paesi guida del mondo. In più, sarà il valore del multilateralismo - in una fase di ritorno delle logiche imperiali e della politica di aggressione - al centro del dialogo tra Mattarella e i suoi giovani intervistatori. E di ambiente e pace, di diritti e solidarietà - le grandi questioni esistenziali che assillano la Gen Z - sarà intessuta questa conversazione tra l'anziano presidente e questi giovani interessati all'Italia e all'Italia nel mondo. In mezzo a loro, e ai rappresentanti del governo e dei partiti, 2700 persone in tutto, molti artisti in un viavai tra palco e realtà: Morandi e Annalisa, Paola Cortellesi e Luca Zingaretti, Verdone e via così compresi i campioni dello sport come Alessandro Del Piero. E guai a dimenticare che Mattarella è il presidente che ha incontrato Anna Pepe, rapper da due milioni di follower su Instagram e lei ha postato un selfie che ha spopolato. Il fatto è che il Quirinale ha voluto condurre un'operazione di ridefinizione della Festa della Repubblica. Se il Palazzo è percepito come troppo lontano, bisogna portarlo nella piazza reale e sottoporlo alle domande anche scomode di una generazione che sa poco, ma in molti casi vuole sapere di più, del referendum tra monarchia e repubblica ma sa molto di precariato, di aspirazione a un percorso formativo che prepari davvero per un avvenire di lavoro, di fuga dei cervelli, di bisogno di attenuare e di superare ogni tipo di diseguaglianza. Naturalmente ci sarà la diretta, oltre che tivvù, streaming dell'evento di domani. Per non dire della copertura social, e il profilo Instagram del Colle è strapieno di follower. I MESSAGGI Intanto, ieri, Mattarella ha detto che «la Fanteria è stata anima e colonna portante della guerra di Liberazione» e lo ha detto in un messaggio inviato al presidente dell'Associazione Nazionale del Fante, Gianni Stucchi. Stamane i giardini del Quirinale saranno aperti alle categorie protette, e Mattarella passerà a salutare gli ospiti. Nel pomeriggio farà un discorso ai diplomatici: e si sa quanto l'inflessibilità nel sostegno all'Ucraina e la più profonda solidarietà per i martiri di Gaza siano in cima alla pedagogia repubblicana, che vale per l'Italia ma anche oltre l'Italia, alla quale Mattarella tiene politicamente e personalmente moltissimo.