«Buona Repubblica a tutti». Con un sorriso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella saluta i 2700 invitati alla serata in piazza del Quirinale che chiude i festeggiamenti per gli 80 anni della Repubblica italiana. Sono studenti, volontari, gruppi scout, sportivi, personaggi dello spettacolo, rappresentanti del mondo della politica e dell’economia. A loro e a tutte le italiane e gli italiani si rivolge il capo dello Stato in questa serata dedicata a “I volti della Repubblica”. Una serata pensata per unire un’Italia che gli appare lacerata da divisioni, da rigurgiti di un autoritarismo che mette in pericolo proprio la grande conquista del 2 giugno del 1946: la nascita della Repubblica e della democrazia. «Oggi non celebriamo soltanto una data, una ricorrenza memorabile - avverte il presidente della Repubblica -. Ricordiamo un percorso che ha legato tante generazioni e tanti territori. Che ha superato momenti difficili e vissuto momenti esaltanti, risaldando quel vincolo di solidarietà e di appartenenza che ci rende e ci fa sentire uniti». È l’Italia di oggi, frutto - aggiunge il capo dello Stato - del lavoro e dell’impegno di tante persone. Sono i tanti volti della Repubblica. Sentiamoci allora in questa data nella disponibilità di scambiarci vicendevolmente gli auguri. Buona Repubblica a tutti». Accompagnato da un lungo applauso, Mattarella va a sedersi. Accanto a lui c’è la figlia Laura. Molto lontana, invece è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e questa sera la distanza non è solo fisica: poche ore prima il suo partito, Fratelli d’Italia, ha pubblicato un breve video in cui lega il voto delle donne all’arrivo di Giorgia Meloni a palazzo Chigi, saltando proprio quello che il capo dello Stato ha appena definito «un percorso». Cose che capitano quando si hanno radici politiche diverse.