L’appuntamento è per venerdì 12 giugno, all’alba. Gli iscritti sono già duemila, ma il numero dei partecipanti, alla fine, sarà almeno il triplo. Stiamo parlando della Run 5,30, la corsa (non competitiva) organizzata da Sergio Bezzanti e Sabrina Severi che, ancora una volta, con il contributo di Uisp (la prima a credere nelle potenzialità della corsa, è stata Donatella Draghetti che continua a seguirla con passione e professionalità) riempirà di colori ed entusiasmo Piazza Maggiore. Ma cos’ha di speciale la Run 5,30? La risposta migliore e probabilmente errata è nulla. Perché la Run 5,30 è una corsa ridotta ai minimi termini. Non bisogna essere dei maratoneti professionisti, non serve un’attrezzatura speciale – ci sono i collezionisti di maglie perché i colori scelti sono davvero contagiosi –, non serve un allenamento specifico. Anche se un po’ di riscaldamento, prima di mettersi in cammino, è consigliabile.

La Run 5,30 piace perché si corre all’alba – il via alle 5,30 – perché il percorso è, più o meno di cinque chilometri e 30 metri, perché c’è la possibilità di vedere Bologna sotto una luce diversa. Strade vuote o quasi, il silenzio assoluto rotto solo dalle parole dei runner che, prima del via, si scambiano sorrisi e consigli. E magari si sfidano, scommettendo un caffè o una brioche (da consumarsi subito dopo il traguado). Corsa che spesso e volentieri vede l’assessore allo sport di turno in strada. Da Luca Rizzo Nervo, qualche anno fa, a Roberta Li Calzi, che si mette sempre in gioco. Poi la presenza di un ex premier, Romano Prodi che con la passione per la corsa, ha finito per influenzare, positivamente, gli organizzatori. Le prime edizioni quasi carbonare, partivano da Piazza del Baraccano. Poi si passò in Piazza Santo Stefano. Fino a conquistare, proprio per contenere tutti, Piazza Maggiore. Su consiglio e sollecitazione di Romano Prodi, appunto.