WASHINGTON. Alla fine si scopre che la maggior parte degli immigrati negli Stati Uniti potrà continuare a richiedere la propria residenza permanente dentro gli Stati Uniti senza dover tornare nel proprio Paese d'origine. A seguito di un'intensa ondata di critiche e della possibilità di numerosi ricorsi legali, l'amministrazione Trump ha ridimensionato l'impatto e la portata di una recente modifica alla politica sull'immigrazione, che aveva suscitato timori che centinaia di migliaia di richiedenti la Green Card sarebbero stati costretti a lasciare gli Stati Uniti per proseguire l'iter delle proprie pratiche. Ora la Casa Bianca sostiene che non vi sia stato alcun cambiamento drastico nella politica e che solo alcuni immigrati dovranno richiederla all’estero. Il chiarimento è apparso come una parziale rettifica, con il Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs) che ha precisato che non si trattasse di un cambiamento generalizzato e che sarebbe spettato ai singoli funzionari dell'immigrazione decidere se una persona debba essere costretta a recarsi all'estero oppure no. Il Dipartimento ha inoltre sottolineato che i funzionari godono di tale discrezionalità da molto tempo, precisando che il memorandum emesso la settimana precedente si limitasse a ribadire leggi e politiche già consolidate. «Si trattava semplicemente di un promemoria per gli agenti riguardo alla loro autorità discrezionale, che è sempre esistita su base caso per caso», ha dichiarato un portavoce del Dhs in un comunicato.