Venerdì il governo degli Stati Uniti ha detto che la grande maggioranza delle persone che vogliono un permesso di residenza permanente, noto comunemente come “Green Card”, dovrà fare domanda dal proprio paese di origine. Non sarà insomma più possibile chiederla e ottenerla mentre si vive e lavora negli Stati Uniti, come avviene comunemente oggi, ma bisognerà uscire e poi rientrare a permesso ottenuto. Ci saranno esenzioni solo in «circostanze eccezionali», hanno detto i servizi per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti, l’agenzia che si occupa di gestire l’immigrazione legale, senza però dare molti dettagli.
È una decisione che avrà grosse conseguenze su centinaia di migliaia di persone, e rientra nei più ampi provvedimenti dell’amministrazione Trump per ostacolare e limitare l’immigrazione, anche quella legale.
La domanda andrà fatta al servizio consolare dell’ambasciata statunitense del proprio paese d’origine. Il processo richiederà molto più tempo, perché le richieste dovranno essere gestite da uffici con meno risorse e dipendenti rispetto a quelli che se ne occupano attualmente. Probabilmente porterà anche alla separazione di molte famiglie che al momento si trovano negli Stati Uniti. Oltre a questo c’è anche il rischio che le richieste vengano negate, e che quindi queste persone non possano più rientrare negli Stati Uniti.










