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Marco Imarisio, inviato a Parigi
Non è la prima volta che tre azzurri arrivano agli ottavi a Parigi. Ma, a differenza di cinque anni fa, ora le quotazioni del nostro tennis sono diverse
Questa volta è diverso. Anche nel 2021 tre italiani raggiunsero gli ottavi al Roland Garros. Erano Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Matteo Berrettini. Trovarono ad aspettarli Rafa Nadal, Novak Djokovic e Roger Federer. Sono passati cinque anni, e sembrano secoli. In questo periodo, la storia del tennis ha subito una brusca accelerazione, proprio come il ritmo al quale si gioca. È una nuova epoca, nella quale l’Italia ha il ruolo di protagonista. Quella che nel 2021 sembrava utopia, può diventare realtà a ogni Slam che Dio manda in terra.
In questo Roland Garros senza padroni, dove anche ieri il grande favorito Alexander Zverev ha mostrato sintomi della sindrome «ora o mai più», con il dritto, suo barometro personale, che all’improvviso si è fatto ballerino contro il modesto olandese De Jong, può davvero succedere di tutto.










