Parigi. Nel Roland Garros più pazzo degli ultimi vent’anni, senza i suoi re Alcaraz, Sinner e Djokovic nella seconda e decisiva settimana, sono tre ragazzi italiani, su cui pochi prima dell’inizio dello slam francese avrebbero scommesso, a prendersi la scena a Parigi: Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi, qualificatisi ieri agli ottavi di finale nella parte del tabellone in cui nessun sogno è proibito. È uscito di scena il condottiero della nostra génération dorée, Jannik Sinner, che si prenderà ora un meritato riposo per tornare in forma sull’erba di Wimbledon, il numero due, Lorenzo Musetti, ha dato forfait prima dell’inizio del torneo per una lesione al retto femorale, e c’era già chi mormorava, qui a Parigi, che quest’anno non era l’anno dell’Italia. Ma non avevano fatti i conti con le altre frecce a disposizione dell’arco italiano, le frecce tricolori che sabato hanno elettrizzato gli spettatori di Porte d’Auteil con tre prestazioni strepitose che confermano lo stato di grazia del nostro tennis. Flavio Cobolli, all’ora di pranzo, si è sbarazzato dell’americano Tien in un’ora e quarantesei minuti, giocando sul Philippe Chatrier come un veterano, anche se era solo la sua seconda partita sul campo centrale, e qualificandosi per la prima volta al quarto turno dell’Open di Francia. Matteo Berrettini, con resilienza e un cuore infinito, ha superato in cinque set l’argentino Comesaña, sullo sfondo di un Simonne-Mathieu entusiasta di ritrovare l’ex finalista di Wimbledon nella sua versione prime. E Matteo Arnaldi, che dopo un inizio di stagione deludente che lo ha fatto uscire dalla top 100, è stato protagonista di una partita-maratona contro il belga Colignon: cinque set e vittoria al super tie-break sul campo 14, il catino infuocato dietro il Suzanne Lenglen. Anche nel 2021, erano stato in tre a superare il terzo turno. Berrettini era arrivato addirittura ai quarti approfittando del forfait di Roger Federer, Musetti aveva messo a segno la sua prima impresa in un torneo del Grande Slam portandosi sul 2-0 contro Djokovic prima di subire la rimonta, mentre Jannik Sinner aveva dato filo da torcere a Nadal. Ma questa volta l’occasione di andare avanti, molto avanti, è più ghiotta dalla parte del tabellone in cui si trovano gli italiani, privata di diversi top 10. Domani Cobolli parte favorito contro la sorpresa americana Zachary Svajda, Berrettini spera di vendicare il suo connazionale Sinner contro chi lo ha eliminato, l’argentino Juan Manuel Cerundolo, e Arnaldi ha tutte le sue chance contro l’altro statunitense, il lunatico Tiafoe. Il tutto alla vigilia della Festa della Repubblica italiana del 2 giugno e in una Parigi finalmente più fresca dopo una settimana di caldo agostano a maggio. “Ce la possono fare tutti e tre. E la penso come Mats Wilander che, mentre consumava un pasto frugale a pochi passi da me, ha detto che Cobolli sarà il finalista della parte alta del tabellone”, dice al Foglio Ubaldo Scanagatta in una chiacchierata nella “pancia” dello Chatrier, dove si trova la sala stampa. Per il giornalista-flâneur del tennis italiano, direttore del portale Ubitennis, l’unico problema per Cobolli è che potrebbe incontrare ai quarti Félix Auger-Aliassime, testa di serie n.4. “Il canadese avrebbe classifica, esperienza e risultati sufficienti alle spalle per giocare da favorito contro Flavio, che però lo ha battuto due volte su due quando hanno giocato nel 2024 (all’Open del Canada e ad Acapulco) e Flavio non era ancora quello di oggi. Dei sedici giocatori approdati agli ottavi di finale, è l’unico a non aver perso un set”, sottolinea Scanagatta. La presenza di tre italiani negli ottavi al Roland Garros in singolare maschile non è un record assoluto: nel 1947 ci arrivarono in quattro. Il migliore, in quell’edizione, fu Giovanni Cucelli (di origini istriane, alla nascita Giovanni Kucel), ritenuto uno dei più forti giocatori dell’epoca, unico del quartetto a raggiungere i quarti, fermato al quinto set dal campione in carica, Marcel Bernard. È la settima volta che l’Italia piazza tre tennisti agli ottavi di finale, ma lo fa senza il suo numero uno e due, Sinner e Musetti, e con due giocatori usciti dalla top 100, Arnaldi (104°) e Berrettini (105°). I tre moschettieri del tennis italiano non si pongono limiti sulla terra rossa parigina. “Durante la partita mi ripetevo che meritavo di essere qui. Non mi aspettavo di arrivare agli ottavi del Roland Garros. Dietro c’è tantissimo lavoro che il mio team conosce bene, abbiamo lavorato duramente dal punto di vista fisico e mentale per goderci questo tipo di partite”, ha detto Berrettini al termine dell’incontro con Comesaña. “Mi piacciono questi match di lotta. Questa è una delle vittorie più importanti della mia carriera: mi mancavano partite così, sono felice. Io penso ad andare in campo, esprimere il mio miglior tennis e divertirmi. Sono contento anche per Flavio e Matteo, tutti ci stiamo divertendo in campo e ci stiamo togliendo tante soddisfazioni”, gli ha fatto eco Arnaldi. In un’edizione dell’Open di Francia che ha aperto spiragli inimmaginabili per molti giocatori fino a qualche giorno fa, Flavio Cobolli ha le idee chiare: “Vincerà chi sogna di più”.
Cobolli, Berrettini, Arnaldi, tre italiani agli ottavi in questo pazzo Roland Garros
Nel percorso disegnato dal vuoto dei grandi nomi come Djokovic e Alcaraz, gli azzurri sfruttano le opportunità del tabellone. E avanzano tra partite combattute e un clima favorevole alle sorprese










