scienze
Sulle differenze tra uomini e donne se ne sentono di tutti i colori e spesso viene tirata in ballo l’evoluzione. I maschi umani sono inzuppati di testosterone, un po’ più robusti delle femmine, fanno la voce grossa, vengono educati sin da piccoli a fare gli uomini veri che non devono chiedere mai, sono cacciatori nati, e via con le banalità. Dovremmo dedurne che il millenario patriarcato, che in molte culture purtroppo è ancora dominante e nelle altre resiste sotto mentite spoglie, ha qualcosa di «naturale»?
Il patriarcato è naturale? Entelli o tamarini?Visto che questo argomento chiama in causa la natura, chiediamolo ai nostri parenti primati. Negli entelli, cercopitecidi dell’India settentrionale, le cure parentali sono interamente appannaggio delle femmine, i maschi passano la loro esistenza impegnati in lotte tra bande, competono con grande stress per scalare la gerarchia sociale e quando diventano i capi ammazzano tutti i cuccioli del maschio sconfitto. Gomorra non ha inventato niente. Ora però pensate ai tamarini sudamericani: le femmine si accoppiano in modo libero e multiplo, allattano ma poi lasciano il resto delle cure parentali ai maschi, che si danno un gran da fare in famiglia e sono molto premurosi, senza peraltro nemmeno la sicurezza di essere i padri. Chi volete essere, entelli o tamarini? Non chiedetelo all’evoluzione, perché la domanda non ha senso.In un libro molto interessante, Il tempo dei padri, l’antropologa Sarah Blaffer Hrdy ha messo in fila le evidenze che smontano gli stereotipi di genere anche all’interno della storia naturale di Homo sapiens, a cominciare dalla dicotomia fra maschio cacciatore e donna raccoglitrice e levatrice. I ruoli in realtà sono sempre stati molto più fluidi, con una partecipazione femminile sostanziale alle attività di caccia (una partecipazione che dava loro grande prestigio sociale, anche perché tra proteine animali e cibi vegetali procuravano al gruppo gran parte della dieta) e le cure parentali condivise all’interno del gruppo (nonni inclusi) e non secondo quella che oggi chiamiamo «famiglia naturale». Non è un caso che molte delle mani dipinte accanto alle meravigliose pitture rupestri paleolitiche siano femminili.








