I lucchetti negli stadi

Primo mese a 1 €

Ricevi le notifiche su ASCOLI

Tra timori internazionali e costi in aumento, cresce la quota di reddito messa da parte. Tendenza in linea con il dato italiano: più accantonamenti e meno consumi discrezionali.

Sempre più formiche e sempre meno cicale sono gli abitanti delle province di Ascoli e Fermo. Nelle due realtà territoriali a sud delle Marche, infatti, cresce il risparmio. Complici le guerre e le tensioni internazionali che alimentano una crisi economica che genera una crescente preoccupazione i piceni e i fermani decidono di ’mettere da parte’ i soldi ed evitare il più possibile le spese. Le famiglie della provincia di Ascoli hanno migliorato ben cinque posizioni della graduatoria nazionale passando da una propensione al risparmio del 5,82% del 2019 al 6,65% della fine del 2024. Nello stesso periodo di tempi analizzato la propensione al risparmio delle famiglie fermane è cresciuta maggiormente rispetto a quelle dell’ascolano. Infatti a Fermo si è passati da una propensione al risparmio del 5,94% del 2019 al 6,71% della fine del 2014. In valori assoluti l’ammontare del risparmio accumulato in provincia di Ascoli è pari a 300,34 milioni di euro corrispondente a una quota dello 0,27% sul totale italiano. La quota pro capite di risparmio degli ascolani è pari a 1.496,47 euro ed è un po’ più consistente rispetto a quella registrata in provincia di Fermo dove è pari a 1458,79 euro. Nella provincia fermana l’ammontare complessivo delle somme risparmiate è pari a 243,84 milioni di euro e incidono per lo 0,22% sul totale nazionale. La tendenza a risparmiare di più tra le famiglie di Ascoli e di Fermo trova conferma anche nell’andamento medio nazionale. In cinque anni in Italia la quota di reddito disponibile messa da parte dalle famiglie è passata dal 7,55% nel 2019 all’8,28% nel 2024. Ma al Sud l’incidenza si è fermata al 6,08% nel 2024 a fronte del 5,67% nel 2019, mentre al Nord è arrivata al 9,73% (contro l’8,5% nel 2019) con punte del 10,46% al Nord ovest (9,72% nel 2019). Biella si conferma nel 2024 la "capitale" più vocata al risparmio (14,37%), seguita sul podio da Asti (12,79%) e Vercelli (12,53%). Mentre maggiori difficoltà si riscontrano a Crotone che chiude la classifica (4,30%), tallonata da Siracusa (4,37%) e Ragusa (4,51%). Nel complesso, la maggiore diffusione dello smartworking aumenta la capacità di risparmio: i lavoratori hanno accantonato il 9,45% delle proprie entrate nel 2024 nei territori dove la quota del lavoro da ’remoto’ è stata maggiore rispetto alla media nazionale, contro il 7,67% messo da parte dai lavoratori dove il ricorso a questo strumento è stato più basso.