L’emergenza amianto in Calabria non si ferma. La Regione non ha investito nemmeno un euro nelle bonifiche di questo pericoloso nemico, sin dalla promulgazione della Legge regionale 14/2011, riuscendo a perdere nel 2022 i famosi 43 milioni di euro di fondi europei per gli edifici pubblici. Nulla anche per quanto riguarda la salvaguardia di decine di immobili privati. L’Osservatorio nazionale amianto ancora una volta chiama a raccolta Regione, Asp, Arpacal e Comuni per il rinnovo del Piano regionale amianto (Prac), scaduto ormai da 4 anni. Bisogna procedere con le bonifiche finanziando i Comuni che hanno aderito ai Pac (Piano amianto comunale) e prevedere lo stanziamento di risorse con cadenza annuale. Dopo di che, tutto va inserito nell’aggiornamento del Prac, dando un termine ai Comuni per mettersi in regola in attesi del finanziamento dei Piani.La provincia che soffre di più è quella di Vibo (spiccano il centro abitato e alcune aree periferiche di Serra San Bruno). Ma anche quella di Cosenza è penalizzata. Nel capoluogo bruzio evidenti tracce di coperture in amianto nella zona tra via Popilia e il complesso dei “Due Fiumi”, in via Del Gaudio e vicino al ponte di Calatrava. Eternit in bella vista anche a Rende, nella zona industriale. Nel catanzarese, l’ex stazione Fdc di Chiaravalle centrale e alcune zone di Torre Ruggiero. In provincia di Reggio Calabria, a San Lorenzo, l’ex fabbrica di pipe. Punti neri anche nel Lametino. Il dipartimento ambiente guidato da Salvatore Siviglia si era impegnato a sottoscrivere un protocollo d’intesa con il Comitato Ona di Cosenza. Ma l’iter non si è concluso. Solo in due casi il governo Occhiuto è intervenuto a favore dei Comuni, in provincia di Cosenza: a Santa Caterina Albanese, investendo 180mila euro, e in un’ex fabbrica di pavimenti a Rose, con circa 120mila euro. Bonifiche sporadiche, frutto anche di interventi politici. Tra l’altro dopo alcune morti sospette. Si deve fare di più per sconfiggere l’amianto.