PORDENONE - La battaglia sulla cornacchia di via Damiani si potrebbe spostare ora nelle aule del tribunale amministrativo. La Lav ha annunciato infatti il deposito di un ricorso urgente al Tar del Friuli Venezia Giulia contro l’ordinanza firmata dal sindaco Alessandro Basso che dispone l’abbattimento dell’animale responsabile, nelle ultime settimane, di numerosi attacchi ai danni dei passanti.
La vicenda si trascina da oltre un mese e ha trasformato un tratto di via Damiani in una zona particolarmente problematica per residenti e pedoni. Durante il periodo della nidificazione, la cornacchia ha ripetutamente sferrato picchiate contro le persone che transitavano nei pressi del nido, provocando in alcuni casi ferite, graffi e abrasioni alla testa che hanno richiesto l’intervento dei sanitari. IL TENTATIVO In un primo momento il Comune aveva tentato una soluzione alternativa all’abbattimento, predisponendo una gabbia-trappola di tipo Larsen con l’obiettivo di catturare l’animale e trasferirlo altrove. Il tentativo, però, non ha dato i risultati sperati. L’esemplare ha continuato a evitare la cattura e gli episodi di aggressione sono proseguiti. Alla luce del fallimento delle operazioni di contenimento e delle segnalazioni raccolte nel corso delle settimane, il sindaco ha quindi firmato un’ordinanza contingibile e urgente affidando al Corpo Forestale regionale l’esecuzione dell’intervento. Nel provvedimento viene evidenziato come la situazione rappresenti un rischio per la pubblica incolumità, con particolare riferimento a bambini, anziani e persone fragili.IL RICORSO Una decisione che la Lav contesta duramente. «La condanna a morte della cornacchia di via Damiani è inaccettabile», afferma Guido Iemmi, responsabile della sede pordenonese dell’associazione. «Nelle prossime ore il nostro ufficio legale depositerà un ricorso al Tar di Trieste contro l’ordinanza del sindaco». Secondo gli animalisti, il comportamento dell’animale sarebbe riconducibile esclusivamente alla difesa del nido e dei piccoli presenti nell’area. Una situazione destinata a esaurirsi spontaneamente con l’involo dei nidiacei. «Uccidere un animale selvatico rappresenta sempre una violenza che non possiamo tollerare – sostiene la Lav – tanto più quando è noto che il comportamento difensivo cessa nel giro di pochi giorni».L’associazione ritiene inoltre che il rischio per i cittadini possa essere ridotto attraverso semplici misure precauzionali, come transitare nella zona con un ombrello aperto durante il periodo in cui la cornacchia presidia il territorio, e annuncia di voler chiedere al Tar la sospensione immediata dell’ordinanza per impedire qualsiasi intervento sull’animale in attesa della decisione dei giudici amministrativi. Il caso richiama una vicenda analoga avvenuta a Pordenone nel 2022, quando un’altra cornacchia aggressiva aveva provocato polemiche e l’intervento delle associazioni animaliste.











