“Non sono un fan di papa Leone, è un DEBOLE”, “Se io non fossi alla casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano”. Con queste parole durissime, al vetriolo, come sempre affidate alla sua vetrina online di Truth, si apre una nuova, ampia frattura tra la Casa Bianca e il Vaticano, due istituzioni a capo delle quali ci sono due statunitensi: nel caso della prima, come è ovvio; nel caso della seconda, per la prima volta. Una rottura che segna un livello di gravità senza precedenti nei rapporti tra Stati Uniti e Santa Sede, proprio con il primo Pontefice americano della Storia della Chiesa cattolica.Donald Trump lancia un attacco frontale e durissimo contro papa Leone XIV, accusandolo di aver tradito gli interessi nazionali e di essersi piegato alle logiche della “sinistra radicale”. Lo scontro covava sotto la cenere delle divergenze sulle guerre, che già avevano portato nei giorni scorsi alla convocazione al Pentagono del Nunzio apostolico, di fatto l'Ambasciatore vaticano negli Stati Uniti. La polemica esplode in queste ore con le parole del presidente sul suo social, ribadite poi ai cronisti appena sbarcato dall'Air Force One di ritorno a Washington.Parole che sono state in qualche modo riprese dal vicepresidente JD Vance, il quale ha detto che il Vaticano dovrebbe “attenersi alle questioni morali” (lasciando intendere che tutto ciò che riguarda la politica, le relazioni internazionali e il diritto internazionale non dovrebbero entrare nella sfera di competenza di un Pontefice). Leone XIV aveva recentemente condannato il “delirio di onnipotenza” che alimenta il conflitto, chiedendo l'interruzione delle ostilità proprio mentre erano in corso, in Pakistan, i delicati colloqui di pace tra gli inviati americani e iraniani. Prima ancora, aveva definito “inaccettabile” la minaccia di Trump di “cancellare” in una notte l'intera civiltà iraniana.La reazione è particolarmente stizzita. Il registro di Trump è quello suo consueto, ma per la prima volta si rivolge a un leader religioso che nel mondo rappresenta circa 1,4 miliardi di credenti. “Papa Leone è DEBOLE sul crimine, pessimo in politica estera” scrive il presidente. “Non voglio un Oapa che trovi accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare o che critichi il presidente americano mentre sta portando la criminalità ai minimi storici”.Papa Leone: “Non ho paura dell'Amministrazione americana, non intendo fare un dibattito con Trump”“Non ho paura dell'amministrazione Trump” replica a distanza Leone XIV durante il volo che lo porta ad Algeri, rispondendo ad alcuni giornalisti riguardo alle dichiarazioni del presidente Usa. “Io parlo del Vangelo. Non sono un politico. Non ho intenzione di fare un dibattito con lui” rimarca il Pontefice. “Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso - ha aggiunto il Santo Padre - che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo”. La polemica di Trump investe vari fronti, dalla politica estera a quella migratoria alla gestione della sicurezza interna. Il presidente accusa il Papa, tra le altre cose, di aver criticato l'intervento americano in Venezuela, il sanguinoso rapimento del presidente Nicolas Maduro. Un altro fattore di irritazione: gli incontri del Papa con figure storiche della sinistra democratica americana, come David Axelrod: definito da Trump “un PERDENTE della sinistra”. E poi: “Non voglio un Papa che critica il presidente degli Stati Uniti perché fa quello per cui è stato eletto A VALANGA” scrive il capo della Casa Bianca.“Mio il merito della sua elezione: se io non fossi alla Casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano”Fatto ancor più inconsueto, Trump rivendica una sorta di merito politico nella stessa ascesa al Soglio pontificio di Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost: “Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano: si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”.Un “papa di sinistra” danneggia la Chiesa, sostiene Trump, che dispensa consigli: “Leone dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull'essere un grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!”.E poi, l'ultima pennellata: Trump scrive di preferire di gran lunga il fratello del Pontefice, Louis, considerato "totalmente MAGA. Lui ha capito tutto”, conclude il presidente Usa. Il fratello del Papa, Louis Prevost, alla Casa Bianca con Trump e la foto diventa virale (Margo Martin) La Conferenza episcopale Usa: “Da Trump parole denigratorie”L'arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, si dice sconfortato dall'attacco di Donald Trump al Papa. “Sono affranto per il fatto che il presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie sul Santo Padre. Papa Leone non è il suo rivale, né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime” ha affermato in una dichiarazione, come riporta Reuters sul sito. Il gelo tra Vaticano e Casa Bianca potrebbe ora influenzare non solo i rapporti diplomatici tra una superpotenza mondiale e un'autorità religiosa transnazionale, ma anche - negli Stati Uniti - il consenso dei cattolici americani in vista delle prossime sfide elettorali, a partire dalle elezioni di medio termine del prossimo 3 novembre.Anche Pezeshkian condanna l'insulto al PapaIn giornata è arrivata anche la condanna, via X, del presidente iraniano Masoud Pezeshkian condanna “l'insulto” rivolto a Papa Leone XIV “a nome della grande nazione dell'Iran”. “Dichiaro che la profanazione di Gesù, il profeta di pace e fratellanza, non è accettabile per nessuna persona libera. Vi auguro gloria da parte di Allah”. La Cei: “Trump rispetti il Papa e il suo Ministero”La Presidenza della Cei “esprime rammarico per le parole” del presidente Usa Donald Trump, e, “unendosi a quanto affermato dal presidente dei vescovi Usa, ricorda che il Papa non è una controparte politica, ma il successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Papa vicinanza e affetto, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero”.La Diocesi di Roma: “Sconcertante”“Raccogliendo i sentimenti del popolo di Dio presente nella Diocesi di Roma, mi faccio eco nell’esprimere solidarietà e confermando pieno sostegno al nostro Vescovo, Papa Leone XIV, a fronte di attacchi sconcertanti al Suo magistero di Pace. Il Vangelo delle Beatitudini è la sostanza della missione della Chiesa, e nessuno e niente, allucinato dal riverbero illusorio della prepotenza, potrà ostacolare questo annuncio” scrive il cardinale Vicario di Roma, Baldassarre Reina. Reazioni e condanne trasversali, da Tajani al sindaco di Roma GualtieriOvviamente, anche dal mondo politico le reazioni e le condanne non si fanno attendere. A partire dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in missione a Beirut, che dice di nutrire “grandissimo rispetto nei confronti del Santo Padre. È un uomo forte, determinato, parla di fede, parla di pace fin dal giorno in cui è stato eletto Papa. Credo e condivido profondamente il suo pensiero - lo dico da cristiano - quando dice che la pace è un fatto che riguarda l'impegno di ciascuno di noi”.“Il Papa parla del Vangelo, che è un messaggio continuo di pace. Ho augurato al Santo Padre una missione proficua in Africa che è un continente fondamentale per la stabilità del Mediterraneo e dell'area del Golfo. Un uomo forte, coraggioso, che difende i valori fondamentali della fede cristiana e difende la pace nel mondo” ha aggiunto il vicepremier.“Solidarietà piena e convinta a Papa Leone XIV dopo le inopportune parole del presidente Trump”, dice il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, che aggiunge: “Noi invece condividiamo totalmente le parole del Pontefice sulla necessità del dialogo e della mediazione. E, come noi, la maggioranza degli italiani e degli europei e, crediamo, anche degli americani”. “Con gli attacchi e le minacce al Papa il presidente Trump sposta oltre ogni tollerabilità il metodo di arroganza che lo ha fin qui caratterizzato. Insultare il Papa per il suo fortissimo richiamo alla pace, al dialogo e alla dignità umana è atto gravissimo, che rivela fino in fondo la cultura della sopraffazione di chi non tollera voci libere. Esprimo quindi, anche a nome della comunità del Partito democratico, piena solidarietà a Papa Leone XIV” dichiara la segretaria del Pd, Elly Schlein.“Trump attacca il Papa. Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici ma anche e soprattutto per i laici. Erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il Romano Pontefice. Che è appunto ‘costruttore di ponti’, a differenza di Trump, distruttore di relazioni e di civiltà. L'unico vantaggio: i Trump passano, i Papi restano” scrive il leader di Iv, Matteo Renzi, nella sua Enews. “Dove sono le madri, donne, cristiane? E quelli che andavano in giro con i rosari? Quando Trump dice queste cose” sul Papa, “perché non dicono che Trump si deve vergognare? riuscito a litigare anche col Vaticano, questo dimostra che è oltre qualsiasi immaginazione” ha poi aggiunto l'ex premier su La7. “Nell'ultimo delirio di Donald Trump, questa volta contro papa Leone, c'è un'ottima notizia: nessun governo, tantomeno quello italiano, può più nicchiare e far finta di prendere le distanze da questi Stati Uniti senza dire una parola chiara e compromettente. Il momento è finalmente arrivato: la solidarietà al Papa non serve a nulla, Giorgia Meloni condanni questo attacco e prenda le distanze dell'arrogante follia di Donald Trump” scrive sui social la presidente di Azione, Elena Bonetti.“Mentre Giorgia Meloni augura buon viaggio a papa Leone XIV, tace vergognosamente sull'attacco e sulla blasfemia di Donald Trump” dichiara Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. “Da cattolico - prosegue Bonelli - sono indignato da una presidente che si richiama ai valori cristiani ma non trova la forza e il coraggio di condannare l'inaccettabile blasfemia di Trump contro il Papa e il mondo cattolico, che coinvolge anche il mondo laico con gravi conseguenze politiche”. Anche dalla premier Meloni, a fine giornata, la solidarietà al PapaLa premier Giorgia Meloni - seguendo vari esponenti della maggioranza, che erano intervenuti già nel corso del mattino e del pomeriggio, in primis i vicepremier Tajani e Salvini - reagisce prima con una nota di routine, poi a fine giornata affonda la lama contro il presidente degli Stati Uniti. In mattinata invia un messaggio di “ringraziamento” al Pontefice per il suo viaggio in Africa all'insegna della pace. Nel tardo pomeriggio - dopo una valanga di critiche da parte delle opposizioni - condanna apertamente le “parole inaccettabili” dell'inquilino della Casa Bianca “nei confronti del Santo Padre”. “Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza”, premette la presidente della Consiglio. Nel primo messaggio al Pontefice, Meloni non menzionava il presidente Usa. Una circostanza che ha indispettito le opposizioni.Sulla vicenda, la premier è tornata stamane al Vinitaly di Verona: se Trump dovrebbe chiedere scusa? “Quello che ho detto è quello che penso. Le dichiarazioni sul Pontefice sono state inaccettabili. Esprimo la mia solidarietà a Papa Leone”.