«Per mettere in sicurezza territori bellissimi ma altrettanto fragili da un punto di vista idrogeologico e sismico, dai comuni dell’isola d’Ischia ai Campi Flegrei fino all’agro nocerino-sarnese, usiamo l’intelligenza artificiale, ma anche più risorse economiche e meno vincoli burocratici per interventi urgenti come ho chiesto al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci». Il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, il parlamentare di Forza Italia Pino Bicchielli, traccia il bilancio della missione istituzionale della commissione, di cui fanno parte anche i parlamentari Luciano D’Alfonso, Francesco Borrelli, Beatriz Colombo, Antonino Iaria, Erica Mazzetti e Nadia Romeo, che in 48 ore ha visitato la zona flegrea e, poi, l’area del fiume Sarno a ridosso delle province di Napoli e Salerno.
Presidente Bicchielli, dopo la frana di Casamicciola com’è la situazione sull’isola di Ischia? «Il commissario Legnini ha fatto un buon lavoro nell’opera post-ricostruzione dopo il sisma del 2017 e l’alluvione del 2022 e abbiamo verificato che oggi gli abitanti di Casamicciola, di Ischia e degli altri Comuni isolani hanno una maggiore consapevolezza dell’altissimo rischio idrogeologico e sismico nel quale vivono e con il quale bisogna necessariamente convivere. Fondamentali in tal senso sono le attività di esercitazione di protezione civile, affinché la popolazione sia pronta in caso di necessità, ma serve anche l’uso della tecnologia». In quale ambito la tecnologia può aiutare? «Per ridurre il rischio idrogeologico dobbiamo prevedere cosa possa succedere e lo possiamo fare attraverso un monitoraggio dettagliato, ma serve la messa in rete di tutti questi report. Oggi assistiamo al paradosso di avere anche troppi dati, tra Regioni, Comuni ed enti come Anas e Ferrovie dello Stato, ma per assurdo tutte queste informazioni non sono in rete tra di loro. Non sono messe a sistema, ma restano parcellizzate. Se, invece, usassimo al meglio l’intelligenza artificiale, avremmo un quadro complessivo e saremmo in grado di rendere molto più sicuri questi territori». A Ischia, come nei Campi Flegrei, il rischio è un fattore centrale con il quale bisogna convivere. A che punto sono i piani di emergenza? «Nel corso della visita istituzionale ho avuto modo di verificare il forte impegno dei sindaci flegrei sull’aggiornamento costante dei piani di evacuazione e, in generale, sul tema della pianificazione di emergenza. I cittadini vanno responsabilizzati e coinvolti sempre di più in queste attività di prevenzione, che possono neutralizzare gli effetti di scelte sbagliate compiute molti decenni fa e che abbiamo ereditato. Resta il problema urgente, però, della messa in sicurezza dei costoni di Bacoli che subiscono danni continui dagli sciami bradisismici». Quale piano è previsto per i Campi Flegrei? «Condivido la richiesta dei sindaci flegrei di trovare con urgenza nuovi finanziamenti per evitare danni importanti ai promontori e alle coste colpite dalle scosse. E, poi, serve meno burocrazia e su questi punti abbiamo investito i ministri della Protezione civile e dell’Ambiente. Del resto, la creazione per la prima volta, dopo 19 legislature, di una commissione parlamentare sul rischio idrogeologico e sismico dimostra l’attenzione di questo governo e di questo Parlamento su tali temi». La Commissione parlamentare ha anche visitato l’area del fiume Sarno. Quali criticità sono emerse? «Le condizioni del fiume Sarno e del Rio Sguazzatorio sono drammatiche. Basta anche una normale pioggia per rischiare un disastro ambientale e non c’entra niente il cambiamento climatico. La Commissione ha deciso di approfondire questa situazione, perché si tratta di un territorio abbandonato, in cui insistono numerose aziende agricole. La Regione ha il dovere di intervenire prima che sia troppo tardi».











