L’attuazione di «Resto al Sud 2.0», la misura pubblica gestita da Invitalia per incentivare nuove attività imprenditoriali e libero professionali tra gli under 35 che risiedono nel Mezzogiorno, «è coerente con i tempi di attivazione del progetto». E non si «configurano elementi di criticità, né appaiono ricorrere i presupposti di irregolarità gestionali». Analogamente, per il progetto presentato dall’Ambito Territoriale Sociale (ATS) di Napoli, capofila il Comune partenopeo, nell’ambito del Programma Nazionale di Inclusione e lotta alla povertà, «non si rilevano scostamenti temporali significativi rispetto alle attività programmate, tali da comprometterne potenzialmente gli esiti. Inoltre, i soggetti responsabili dell’attuazione dell’intervento hanno intrapreso le attività in maniera coerente con le esigenze territoriali dei luoghi considerati». Con due recenti, distinte delibere, al termine delle istruttorie previste dalla legge, la Corte dei Conti (segnatamente il Collegio del Controllo concomitante presso la sezione centrale di controllo sulla gestione della Amministrazioni dello Stato) promuove le due iniziative che, nei rispetti ambiti di riferimento, non sono sicuramente marginali.