Sono oltre 2.200, per 153 milioni di euro di agevolazioni, le domande già presentate per Resto al Sud 2.0, la misura del decreto Coesione pensata per sostenere l'avvio di nuove imprese e attività professionali nelle regioni della Zona Economica Speciale da parte di under 35. E la maggior parte delle domande arriva appunto da giovani donne.

I dati di avanzamento al 15 maggio 2026 sull'incentivo, inserito nell'ambito del Piano integrato autoimpiego e co-finanziato dall'Unione europea attraverso il Programma nazionale giovani, donne e lavoro, riportano inoltre ulteriori 2.596 domande attualmente in fase di compilazione.

A differenziare la misura Resto al Sud 2.0 dall'intervento Autoimpiego Centro-Nord è, in particolare, la più alta partecipazione femminile. «Un dato che fa emergere la sempre maggiore volontà di protagonismo delle donne nelle regioni del Sud», commenta la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.

Le nuove imprese e i nuovi studi professionali incentivati saranno infatti per il 40% a conduzione femminile nelle regioni Zes, con uno scarto del 5% rispetto al Centro-Nord del Paese. «Un andamento positivo per il trend di crescita dell'occupazione femminile nel Mezzogiorno - continua Calderone - che va letto anche in funzione della consueta maggiore presenza di lavoratrici dipendenti nelle attività imprenditoriali guidate da donne. L'incentivo per l'autoimpiego al Sud si candida a diventare un virtuoso esempio di alleanza positiva tra lavoro autonomo e dipendente e di un sistema economico che ha fiducia nel futuro».