Per un viaggio nel mondo di dopodomani, magari il 2040-2045, possiamo affidarci alle previsioni dei futurologi dell’Imperial College di Londra. Ti svegli e la luce del mattino sembra uguale, ma la finestra è fatta di CO₂ catturata e trasformata in materiale trasparente. La facciata del palazzo di fronte reagisce ai raggi solari e cambia colore: i rivestimenti fotocatalitici degradano le sostanze nocive nell’aria. Su altri edifici, le superfici ospitano microalghe e batteri fotosintetici che assorbono CO₂ e la trasformano in biomassa alimentare. Anche il cibo cambia: confezioni intelligenti indicano la freschezza, la produzione è locale e circolare, con farm acquaponiche integrate negli edifici. L’energia potrebbe non essere più un problema. “Con la fusione nucleare, tra 15-20 anni potremmo avere energia illimitata”, spiega il futurologo tedesco Gerd Leonhard. “Nuovi materiali e stampa 3D permetteranno di costruire edifici in tempi rapidissimi e con forme oggi impossibili. Gli interni diventeranno trasformabili in pochi secondi grazie ai metamateriali”. La maggior parte del lavoro semplice sarà svolta da robot, ma non saremo condannati all’inerzia: “Se guardiamo all’Europa di oggi, c’è un’alta percentuale di lavori che le persone svolgono gratuitamente perché sentono di doverlo fare, come pulire il quartiere, aiutare la nonna, e così via. Tutte queste cose potrebbero diventare lavoro retribuito, come già sta succedendo in Danimarca per chi vive con gli anziani”.
Prove tecniche di futuro. La scienza e il mondo che verrà
Palazzi coperti di microalghe, edifici dotati di capacità diagnostiche, energia illimitata con la fusione nucleare, l’intelligenza artificiale che scopre le em…









