È polemica per la decisione del prefetto di Reggio Emilia di annullare i concerti di Kanye West e Travis Scott a Reggio Emilia previsti per luglio. Lo stop è stato motivato con ragioni di sicurezza ma arriva dopo settimane di critiche per la presenza di West in Italia, a causa delle uscite antisemite del rapper. Renzi: “Una follia, prefetti si occupino di sicurezza”.

È montata la polemica attorno alla decisione di annullare i concerti di Kanye West e Travis Scott a Reggio Emilia. Il provvedimento è stato firmato dal prefetto Salvatore Angieri che ha bloccato i due eventi per ragioni di sicurezza e ordine pubblico. La notizia è arrivata dopo settimane di proteste da parte di esponenti politici locali, tra cui il governatore della Regione Michele de Pascale, ma anche parlamentari, come il segretario di Azione Carlo Calenda, che avevano criticato la presenza di West in Italia a causa di diverse dichiarazioni antisemite e filonaziste rilasciate in questi anni dal rapper.

I concerti erano previsti per il 17 e 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio all'interno del Pulse of Gaia, noto anche come Hellwatt Festival. Nelle settimane precedenti il Comune aveva espresso perplessità sull'organizzazione del festival e timori sulla gestione e accoglienza di decine di migliaia di persone dirette nel capoluogo emiliano per assistere alle esibizioni dei due rapper di fama internazionale. Ai problemi logistici e alle diatribe interne alle società coinvolte (in particolare tra Helwett e C.Volo S.p.a, che gestisce la Rcf Arena) si erano aggiunte le controversie per la partecipazione di Kanye West, che negli scorsi anni è finito al centro dell'attenzione mediatica per molteplici uscite naziste e antisemite e per aver espresso la sua ammirazione nei confronti di Adolf Hitler. Recentemente il rapper si è scusato in una lunga lettera pubblicata sul Wall Street Journal, attribuendo quelle esternazioni a comportamenti maniacali provocati dal disturbo bipolare da cui sarebbe affetto.