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Adriano Arati

Il senatore dopo che è stata messa la parola fine ai concerti in programma il 17 e il 18 luglio alla Rcf Arena: «Segno che qualcosa in questo Paese non funziona»

«I prefetti che annullano i concerti? Mi pare una follia. I prefetti si occupino di sicurezza e i parlamentari si occupino di politica. Altro che mettere il naso sui concerti». Non usa giri di parole Matteo Renzi nel commentare il divieto imposto dal prefetto di Reggio Emilia agli spettacoli di Travis Scott e Kanye West in programma il 17 e il 18 luglio alla Rcf Arena, date più attese di una rassegna estiva particolarmente tormentata, da mesi al centro di ogni genere di discussioni. A partire dalla presenza di West, autore di prese di posizioni filo-naziste e antisemite di cui si è poi scusato, ai contrasti tra il promoter Milani e i gestore dell’arena di Reggio Emilia, conclusi con l’esclusione di Milani e la trasformazione da Hellwatt a Pulse of Gaia Festival.

Le operazioni di rimborsoUltimo atto, la decisione del prefetto di Reggio Emilia Salvatore Angieri di vietare i due momenti principali, tra le pochissime tappe europee di due nomi di spessore internazionale come Scott e West. Il motivo? Questioni di sicurezza e pure le tante questioni che West porta con sé che hanno provocato le proteste della comunità ebraica e del Codacons. Ora sono partite le operazioni per il rimborso dei quasi centomila biglietti già venduti e Milani ha annunciato la volontà di lanciare una non meglio precisata class action. Nel calderone, il passo decisivo è quello compiuta dalla prefettura reggiana. Una scelta che Renzi, in un video sulla propria pagina Facebook, definisce «un segno che qualcosa in questo Paese non funziona». Nel mirino, oltre al prefetto, l’eterno rivale Carlo Calenda, tra i più attivi nel polemizzare contro il concerto di West e autore pure di un’interrogazione parlamentare sul tema.