Quasi un secolo di emozioni e trionfi, amarezze e disfatte, vissuti a ogni latitudine. È il romanzo della Coppa del mondo, che in Usa-Messico-Canada 2026 scrive il suo ventitreesimo capitolo: dopo la parentesi autunnale della rassegna iridata in Qatar il Mondiale 2026 torna a giocarsi d'estate e per la prima volta sarà ospitato congiuntamente da tre nazioni diverse, segnando un evento storico per la Fifa ed il calcio globale, oltre ad essere la prima edizione con 48 squadre e un nuovo formato. Il Messico ospiterà la sua terza edizione della Coppa del Mondo, gli Stati Uniti la seconda e il Canada la prima.

Tutto comincia nel 1928, da un'idea dell'allora residente della Fifa, il francese Jules Rimet, che decide di istituire un torneo riservato alle squadre nazionali. Al dirigente transalpino, che amava la letteratura, la poesia e la musica, servono un paio d'anni per mettere assieme (nel 1930) 13 squadre in uno stesso torneo. L'originaria Coppa del mondo prende il nome dal suo ideatore e verrà assegnata definitivamente a chi è in grado di aggiudicarsela per tre volte. L'impresa riuscirà al Brasile che in Messico, nel 1970, completa la terna, portandosi a casa il prestigioso trofeo, poi rubato verso la fine del 1983 dagli uffici della Confederazione brasiliana del calcio, a Rio.