Il libro
Costantino Pistilli
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Il dollaro resterà la valuta di riferimento mondiale? È la domanda che apre il nuovo libro di Angelo Paletta, “Guerra finanziaria. Il mercato vince sempre”, pubblicato da EDUSC, la casa editrice universitaria della Pontificia Università della Santa Croce. Una domanda che sembra astratta, ma che in realtà tocca la vita quotidiana di chiunque viva in un Paese esposto alle oscillazioni dei mercati globali. Perché se cambia la valuta di riferimento, cambia la struttura dei prezzi, la stabilità dei mercati, la capacità degli Stati di finanziarsi e, in ultima analisi, la sicurezza economica dei cittadini.
Il volume – 350 pagine fitte di analisi ma sorprendentemente scorrevoli, grazie a uno stile chiaro e a un impianto molto attuale – è stato presentato in Campidoglio, nella Sala Protomoteca, davanti ai principali manager dell’energia italiana. Non è un caso: oggi è proprio l’energia a rappresentare il punto più sensibile della competizione internazionale. L’aumento dei prezzi, la volatilità dei mercati, il blocco dello Stretto di Hormuz, l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC e l’allentamento delle sanzioni alla Russia mostrano quanto la geopolitica possa trasformarsi rapidamente in pressione economica. La crisi Electrolux è un esempio concreto di questa fragilità. I 1700 esuberi annunciati – il 40% della forza lavoro italiana – non sono solo un fatto industriale. Sono il risultato di costi energetici insostenibili, di materie prime sempre più care e di una competizione globale che penalizza chi non ha strumenti di difesa economica. È qui che si inserisce la tesi centrale di Paletta: l’Italia, a differenza di Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito e Israele, non dispone di una dottrina nazionale sulla guerra finanziaria.









