Stabilità gestionale, continuità dei valori fondanti e un rafforzamento del dialogo con il territorio. Da qui riparte il nuovo presidente del Consorzio di Torre Guaceto, Stefano Convertini, che definisce la riserva «un patrimonio ambientale, scientifico e identitario straordinario» e punta a una gestione capace di integrare tutela, ricerca, agricoltura sostenibile e partecipazione. La sua visione è quella di una Torre Guaceto «modello nazionale e internazionale di tutela ambientale e sviluppo sostenibile», con una strategia che unisca area marina e terrestre.
Il primo CdA ha affrontato subito le urgenze amministrative legate alla stagione estiva. Convertini spiega che il Consorzio è partito dal Piano Aib, considerato «una priorità assoluta», già approvato e integrato grazie anche al contributo tecnico dell’ingegnere Tommaso Farenga. Nei primi giorni di giugno il documento sarà sottoposto all’Assemblea consortile insieme al bilancio consuntivo, la cui bozza ha già ottenuto il via libera del cda. Parallelamente, è in corso il lavoro con Regione e Arif per la gestione dell’impianto dei reflui affinati: «La settimana prossima condurremo un sopralluogo con i tecnici Arif».
Sul piano della governance, Convertini rivendica una linea di continuità nei valori della riserva, ma con un metodo più partecipato. La sua gestione, dice, sarà improntata alla tutela ambientale, alla sostenibilità e al rapporto con il territorio, ma con un rafforzamento del confronto con tutti gli attori coinvolti per una gestione «più partecipata, trasparente ed efficiente». Il Consorzio, ricorda, è già «un ente virtuoso, capace di programmare con visione e accelerare i processi amministrativi».











