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Un momento del saluto del presidente della regione Eugenio Giani

Firenze, 31 maggio 2026 — È stata la Sala Pegaso di Palazzo Sacrati Strozzi ad ospitare il convegno “Medicina di Genere: Longevity”, promosso dall’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda della Toscana. L’iniziativa è stata organizzata su invito della presidente Gabriella Ciabattini Cioni, insieme al Consiglio della Delegazione Toscana. Al centro dell’incontro, il tema della longevità affrontato attraverso la prospettiva della medicina di genere, con un approfondimento dedicato alla salute, alla prevenzione, all’invecchiamento e alla pianificazione del benessere nel tempo. I lavori si sono aperti con i saluti della presidente Gabriella Ciabattini Cioni e con quelli del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “La medicina ci ha regalato 20 anni in più di vita – sono state le parole di Ciabattini Cioni -: secondo i dati ISTAT sono 85, 5 per le donne e 81,4 per gli uomini; ma, per vivere bene gli anni guadagnati, sia uomini che donne devono impegnarsi nella prevenzione fin da molti anni prima. L’aspettativa di vita in buona salute, sempre secondo i dati ISTAT, è per le donne di 56,6 anni e per gli uomini 59,8, e questo è il paradosso di genere: i dati si ribaltano completamente. Nonostante le donne vivano più a lungo entrano prima in una fase di fragilità e di patologie croniche: si ammalano di più, consumano più farmaci e sono più esposte alle reazioni avverse causate dai medicinali. Le donne sono più soggette a disoccupazione, a difficoltà economiche, a violenze fisiche e psicologiche. Se si considerano quindi gli anni vissuti in buona salute fisica e psicologica, il vantaggio per le donne diminuisce considerevolmente. Dobbiamo capire perché questo avviene e come possiamo allineare la qualità della vita alla durata della vita per entrambi i sessi. Ma perché AIDDA parla oggi di medicina di genere e di longevità? – ha puntualizzato la presidente - Perché la salute non è un fatto privato ma un asset strategico. Come imprenditrici e dirigenti infatti sappiamo che la sostenibilità dell’impresa dipende dalla qualità del tempo e dall’energia che investiamo. Pertanto, non basta vivere più a lungo ma dobbiamo vivere più a lungo ed in salute. Questi anni di qualità garantiranno la nostra leadership lucida e la nostra visione a lungo termine per l’azienda; quindi, proteggeremo noi stesse e potremo continuare a guidare quel cambiamento che consiste nella guida all’innovazione scientifica e sociale trasformando così il welfare aziendale in uno strumento reale di equità, performance e utilità per tutti.” A seguire, gli interventi dei relatori, primo dei quali Matteo Bulgaresi, che ha affrontato il tema “Il paziente geriatrico: le fragilità”; Franco Cracolici è intervenuto su “Lo stress, rischi e antidoti all’invecchiamento precoce”; Alfredo Zuppiroli ha trattato “Le malattie cardiovascolari e i fattori nemici della longevità”; Federica Boschini ha concluso il ciclo degli interventi con “Vivere più a lungo, pianificare meglio: Longevity & Wealth Planning”. Il convegno ha rappresentato un’occasione di confronto su un tema sempre più centrale nel dibattito sanitario e sociale: vivere più a lungo, ma soprattutto vivere meglio, con strumenti di conoscenza, prevenzione e consapevolezza capaci di accompagnare le diverse fasi della vita.