Due settimane, per due sentenze. Due terroristi, uno condannato all’ergastolo, l’altro a quindici anni di carcere. Al centro di processi di alto profilo, uno svoltosi a Klagenfurt il 27 e 28 maggio e l’altro a Wiener Neustadt, una città a sud di Vienna e iniziato il 28 aprile 2026, un’analisi approfondita della loro personalità.

I casi di Ahmad G. e Beran A., i cui cognomi non sono stati resi pubblici in conformità con le norme vigenti sulla privacy, hanno scosso l’Austria nei giorni caldissimi di questa estate anticipata. Giovanissimi, 24 e 21 anni, appartenenti alla nuova generazione di jihadisti, entrambi avevano giurato fedeltà all’ Isis, e sono stati esaminati dal medesimo esperto nominato dai tribunali austriaci, che li ha dichiarati pienamente capaci di intendere e di volere. Ma ciò che li distingue maggiormente è che Ahmad ha effettivamente commesso un omicidio: il siriano aveva accoltellato indiscriminatamente dei passanti nella tranquilla città di Villach, in Carinzia, uccidendo un ragazzo e ferendo altre cinque persone, sei vittime in sei minuti con un coltello a serramanico di dieci centimetri. Beran A., di nazionalità austriaca e origini macedoni, sentiva invece fortemente l’impulso di compiere un attentato: si consulta on line con elementi estremisti, confeziona una bomba, e sceglie come vittima una star americana, Taylor Swift, da colpire durante il suo concerto a Vienna previsto il 7 agosto 2024. Piano fortunatamente sventato in tempo dalla polizia. Due infanzie diverse, l’uno nato in Austria, vittima di bullismo scolastico, in seguito trasferitosi con la famiglia in un ambiente più protetto, l’altro fuggito dalla guerra e rifugiatosi prima in Germania e poi in Austria, vivendo in isolamento, non trovando stabilità e lavoro, come sperato.