Convalidato il fermo del giovane arrestato a Milano. Dal dark web ai video dell'Isis, fino al messaggio "meno 0, in arrivo". Sequestrati anche 22mila euro in contanti
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Il martire perfetto, il candidato ideale al gesto solitario contro i cristiani. Zakaria Haddi per la giustizia deve restare in carcere perché il suo profilo è esattamente sovrapponibile a quelli dei protagonisti di atti di terrore che riempiono le cronache: solo, indottrinato, fanatico, dieci ora al giorno davanti a un computer. E soprattutto fragile. La giudice Rossana Mongiardo se l'è trovato a lungo davanti, ieri, nel giorno del suo ventunesimo compleanno insieme al pm Alessandro Gobbis che ne aveva disposto il fermo d'urgenza l'altro ieri a Milano, E nel decreto con cui la giudice convalida il fermo è proprio la vulnerabilità del giovane a renderlo pericoloso come un ordigno già innescato. Haddi, scrive la Mongiardo, è "alquanto fragile" ma è chiaro come "proprio in virtù di questo, egli sia anche potenzialmente "suggestionabile" ed imprevedibile, ma, al tempo stesso, particolarmente capace di organizzare nei dettagli e in maniera "raffinata" e razionale ogni movimento ed ogni azione, nonché pronto, nell'eventualità, ad immolarsi per una causa in cui crede fortemente".Al fermato il giudice ha contestato, uno per uno, gli elementi che dopo mesi in cui veniva tenuto d'occhio hanno convinto la Procura a fare scattare il fermo d'urgenza: le immagini brutali di esecuzioni islamiche, i proclami, la singolare vicinanza - in nome dell'antisemitismo - con i neonazisti di Terza Posizione. E soprattutto l'ultima frase, il conto alla rovescia per l'azione dimostrativa, comunicato col suo "tutor" danese. L'annuncio dell'entrata in scena, accompagnata dall'acquisto del biglietto per il Marocco.














