Milano, 31 mag. (askanews) – La 39esima “Festa del Bacalà alla Vicentina” si terrà a Sandrigo (Vicenza) dal 17 al 20 e dal 24 al 28 settembre 2026, con un’edizione che mette al centro non solo uno dei piatti simbolo del Veneto, ma anche la crescente difficoltà di approvvigionamento dello stoccafisso, tra quote di pesca ridotte, minori volumi disponibili e prezzi in aumento.
Il tema attraversa l’intera manifestazione e sposta l’attenzione dalla sola dimensione gastronomica alla filiera della materia prima. Il bacalà alla vicentina nasce infatti dallo stoccafisso, cioè dal merluzzo artico essiccato naturalmente. Nel caso dello “Stoccafisso di Lofoten Igp”, si tratta di Skrei, il merluzzo selvaggio artico pescato nel mare delle isole Lofoten, a nord del Circolo Polare Artico, poi sottoposto a un lungo processo di essiccazione e stagionatura senza additivi o conservanti.
Negli ultimi due anni la disponibilità della materia prima si è ulteriormente ridotta. Secondo i dati richiamati dagli organizzatori, la quota 2025 del merluzzo artico nel Mare di Barents è stata fissata a 340mila tonnellate, con un taglio del 25% rispetto all’anno precedente. Per il 2026 il governo norvegese ha annunciato un’ulteriore riduzione a 285mila tonnellate, il 16% in meno sul 2025 e il livello più basso dal 1991.







