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Una delle prime decisioni che il prossimo presidente della Colombia dovrà prendere sarà cosa fare con i gruppi guerriglieri e le organizzazioni criminali che negli ultimi anni hanno rinnovato la lotta armata. L’approccio basato sulle trattative dell’attuale presidente Gustavo Petro, il primo di sinistra dopo decenni di governi conservatori e di destra, è di fatto fallito: negli ultimi anni le forze di sicurezza colombiane e i guerriglieri sono tornati ad attaccarsi con frequenza, è aumentata la violenza e la sicurezza è diventato il tema più sentito nel paese.
La stessa campagna elettorale per le elezioni presidenziali che si tengono oggi, domenica 31 maggio, è stata piena di episodi violenti. È cominciata nel 2025 con l’assassinio di un candidato di destra, Miguel Uribe Turbay, e proseguita con l’uccisione delle guardie del corpo di un senatore al confine col Venezuela, l’assassinio del giornalista venticinquenne Mateo Pérez Rueda da parte di un gruppo guerrigliero, e i rapimenti di una senatrice, un sindaco e un candidato al parlamento nella regione occidentale di Cauca.
Dei 13 candidati, i tre che hanno speranza di arrivare al ballottaggio hanno idee molto diverse su come affrontare la questione. Sono Iván Cepeda, di sinistra, Abelardo de la Espriella, di estrema destra, e Paloma Valencia, di centrodestra (in quest’ordine, secondo i sondaggi).











