La sostanza rinvenuta sulla rete. I link tra insurrezionalisti e ambientalisti radicali

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Accelerante. Come la sostanza divenuta protagonista, con esiti catastrofici, dell'evento-simbolo della nuova stagione dell'antagonismo estremo: l'attentato che stavano preparando Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due anarco-insurrezionalisti saltati in aria lo scorso marzo a Roma. Il ritrovamento dell'accelerante sui luoghi della ferrovia Modena-Brennero colpiti dagli attentati di ieri riporta l'attenzione degli inquirenti su un contesto già da tempo attenzionato: il mondo dove la battaglia politica contro lo Stato borghese - anzi, contro lo Stato tout court - cavalca le campagne ambientalista ed ecologiste. È un tentativo che la gran parte del mondo ecologista non gradisce, ed è probabile che anche i tranquilli Grunen austriaci - con in testa il sindaco del ridente villaggio tirolese di Gries, devastato dai viadotti e dagli effluvi dell'Autobrennero - rigetterebbero con sdegno l'appoggio dei bombaroli italiani alla loro iniziativa. Ma che l'obiettivo dei dinamitardi fosse sposarne la causa non c'è dubbio, anche in assenza (per ora) di rivendicazioni: la coincidenza di luogo e di data non è causale.Si tratta solo dell'ultimo anello di una catena che, in Italia e all'estero, ha visto gruppi violenti cercare di prendere le redini della protesta verde. A partire dalla mobilitazione contro l'Alta velocità in Valsusa, che da campagna ambientalista si è trasformata in palestra di scontri e di attentati, fucina di arti marziali di un'intera generazione di militanti anarchici. Dietro la guerriglia in Valsusa ci sono strutture organizzate, coese, a partire dai centri sociali (non solo Askatasuna). La campagna diffusa in nome dell'ambiente segue invece gli stessi meccanismi della Fai, la Federazione anarchica informale. la stessa cui appartenevano i due morti di Roma, Mercogliano e la Ardizzone. Nessun vertice, nessuna struttura stabile, solo un magma di piccoli gruppi, a volte di singoli individui, che colpiscono all'insegna dello spontaneismo. Nella loro ottica, non c'è differenza tra battaglia per l'ambiente e battaglia contro lo Stato, perché la devastazione dell'ambiente viene considerata intrinseca allo Stato e necessaria alla sua sopravvivenza. Così colpire una struttura della Tav equivale a colpire una caserma dei carabinieri: come aveva fatto Alfredo Cospito, figura quasi mitologica di quest'area, e come si preparavano probabilmente a fare i due di Roma. L'ultimo arrestato di questa area è l'anarchico di Teramo - corrente "primitivista e accelerazionista" - scoperto in aprile a preparare attentati ambientalisti.