La prima a sparire è stata quella in piazza Adriano. È stata smontata dal marciapiede e sostituita da una colata di bitume fresco per chiudere il buco lasciato sull’asfalto. È da lì che ha preso il via il maxi piano di Tim per la rimozione di 119 cabine telefoniche in città. L’intervento procederà una circoscrizione alla volta, partendo dalla Tre e chiudendosi con la Otto, con un ritmo di circa sette cabine eliminate ogni settimana. Nell’elenco compaiono postazioni disseminate in tutta la città: da corso Re Umberto, corso Rosselli e corso Vittorio Emanuele II fino alla collina tra corso Fiume e viale Thovez, passando per piazza Galimberti, corso Unione Sovietica, lungo Po Antonelli, piazza Stampalia, corso Novara e via Nizza. Da giugno a novembre L’obiettivo è completare l’operazione entro novembre. Si tratta della più grande rimozione di cabine mai realizzata in città in un’unica tranche, dopo gli interventi di razionalizzazione del passato. Il piano, concordato con il Comune, punta a eliminare strutture che con la diffusione dei cellulari sono diventate sempre più inutilizzate e spesso trasformate in luoghi di degrado, tra rifiuti e bivacchi. Nasceranno stazioni digitali Non tutte però spariranno. A Torino oggi ci sono 381 cabine: 258 lungo le strade e altre 123 collocate in luoghi ritenuti ancora utili, come scuole, ospedali e strutture pubbliche. Queste ultime resteranno tutte al loro posto. Dopo la rimozione delle 119 previste dal piano, nelle strade ne rimarranno invece 139. Sono quelle destinate a diventare future «stazioni digitali», con servizi informativi, pagamenti elettronici, chiamate gratuite e aggiornamenti in tempo reale su mobilità ed eventi. Nei giorni scorsi il Comune ha informato tutte le Circoscrizioni dell’avvio dell’operazione. Saranno infatti gli uffici tecnici dei territori a monitorare i lavori di ripristino di marciapiedi e carreggiate nei punti dove le cabine verranno rimosse. Tim ha trasmesso alla Città il cronoprogramma dettagliato degli interventi, sulla base di una determina dirigenziale approvata lo scorso febbraio. Il cronoprogramma Il piano è diviso in otto blocchi. Dopo la Tre, che conta 20 cabine da eliminare, toccherà alla Due, alla Cinque, alla Uno, alla Quattro, alla Sei, alla Sette e infine alla Otto, che con 33 postazioni è la più coinvolta. In diversi territori è in via di programmazione la convocazione di commissioni pubbliche per illustrare il progetto ai residenti. Ma non mancano le polemiche. «Alcune delle cabine che chiedevamo di rimuovere non sono state inserite nell’elenco» protesta Katia Ballone, coordinatrice della Circoscrizione 3, riferendosi alle postazioni più degradate. «Da un anno sollecitavamo questi interventi, ora speriamo che il cronoprogramma venga rispettato» aggiunge Lorenzo Ciravegna, coordinatore al Verde della Circoscrizione 4. Anche qui restano escluse alcune cabine considerate problematiche, come quella di via Lessona, ricettacolo di rifiuti. Distributori di libri In Circoscrizione 8, invece, qualcuno prova a salvare alcune delle cabine inserite nel piano. «Stiamo valutando se trasformarle in piccoli spazi di bookcrossing, in collaborazione con commercianti e associazioni culturali del territorio» spiega il presidente Massimiliano Miano, riferendosi a tre cabine tra via Nizza e via Arnaldo da Brescia.