HomePratoCronacaPrato e i suoi campioni. Storie, aneddoti, ritratti. Il libro che parla di sportL’8 giugno il volume ‘La stoffa dei campioni pratesi’ in omaggio con La Nazione. Dall’Etruria fucina di stelle ai giganti della pallanuoto: quanti protagonisti. .Jury Chechi, il «Signore degli anelli», è uno dei campioni raccontati nel libro che sarà dato in omaggio da La NazioneRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciEcco l’introduzione al libro "La stoffa dei campioni pratesi".
C’è una storia dello sport pratese, parallela e consonante a quella d’impresa. Nel tessile prima degli anni novanta: 150.000 abitanti raddoppiati in vent’anni; fabbriche in centro e in periferia; 60.000 addetti tessili di cui 20.000 in proprio; immigrazione dal sud Italia, poi da nord e sud dell’emisfero. Ci chiamavano Manchester della Toscana e città dalle mille ciminiere, ma la sete di lavoro e di guadagno (giusto profitto, come lo si chiamava a Prato per edulcorarne le caratteristiche) non ha mai annacquato il bisogno di attività motoria ed anzi lo ha trasferito a livelli anche professionistici. Tanti i personaggi eccellenti nelle varie discipline ottimamente illustrati in questo libro di Giovanni Fiorentino, un giovane che entrò nella famiglia de La Nazione in punta di piedi con requisiti forti di scrittura e d’impegno. Fiorentino fa un excursus documentato di simboli che guadagnarono il proscenio e in cui vigeva il paternoster del dacci oggi il nostro sport quotidiano e l’impiantistica era il nostro fiore all’occhiello, fioriva il Centro giovanile di formazione sportiva, la palestra Etruria fabbricava campioncini in serie fra cui emergeva tal Jury Chechi, la favola di Atlanta che vinse la medaglia d’oro dei giochi olimpici 1996 quando il telecronista urlò "Vola, vola verso il titolo", mentre lui perpendicolare e poi parallelo, una lama in body conficcata nell’aria con una sorta di volo statico, inanellava una serie di immobilità che disconoscevano le leggi di gravità, fluidità di movimenti, apparente assenza di fatica nel mantenere le figure, atterraggi perfetti.








