HomeMacerataCronacaL’accordo nel mirino. Parcaroli: la fede non è una bandiera elettoraleIl candidato del centrodestra contro l’operazione Tittarelli- Mari "Gli elettori cattolici sapranno distinguere ciò che cerca solo consenso".Sandro Parcaroli con (a sinistra) Mauro Lucentini e (a destra) Luca BuldoriniRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"La fede non è una bandiera da esibire quando conviene, né un’etichetta da applicare a una lista o a una candidatura. È un impegno che si misura nella coerenza, nella capacità di servire la collettività e nella fedeltà ai valori che si professano." Per questo sono convinto che chi ha a cuore questi principi non si lascerà guidare da annunci dell’ultima ora o da accordi di convenienza, ma saprà riconoscere la differenza tra una scelta fondata su valori vissuti e una compravendita elettorale.
È il commento del candidato sindaco del centrodestra Sandro Parcaroli, alla luce della discesa in campo del dottor Romano Mari che ieri ha annunciato l’accordo con lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli. Il presidente dell’Ordine dei medici, in caso di vittoria di quest’ultimo, potrebbe ricoprire il ruolo di vicesindaco.
"La coscienza di un popolo non si compra: si conquista con il rispetto, la credibilità e la verità" – prosegue Parcaroli –. In queste ore sto vedendo molte analisi e operazioni politiche che cercano di accreditare la sinistra e perfino l’estrema sinistra come nuovo punto di riferimento per il mondo cattolico e moderato. Da cattolico e da moderato, prima ancora che da amministratore pubblico, sento il dovere di fare una riflessione. La sinistra ha sempre accolto al proprio interno persone provenienti dal mondo cattolico. Ma troppo spesso ha considerato la fede come un fatto esclusivamente privato, da vivere nell’intimità della propria coscienza, senza che potesse incidere sulle scelte pubbliche e sull’idea di società.









