La terza sezione della Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati difensori dell’immobiliarista Vittorio Tosi e del notaio Chiara Scardovi contro la sentenza pronunciata il 14 marzo 2025 dalla corte d’appello di Bologna con la quale erano stati assolti gli acquirenti degli appartamenti dell’ex albergo Riviera (foto) di via Del Porto, a Cesenatico (in primo grado erano stati condannati) e aveva confermato la condanna dei principali imputati, ma riducendo la pena: due mesi di arresto e 24.000 euro di ammenda per Tosi, difeso dagli avvocati Giuditta Carullo e Nicola Mazzacuva, e dieci giorni di arresto e 10.329 euro di ammenda per Scardovi, difesa dall’avvocato Marco Martines (condanne per lottizzazione abusiva coperte dalla sospensione condizionale). I giudici di secondo grado avevano dissequestrato l’immobile, pur fissandone la limitazione di uso come case per vacanze. Gli avvocati difensori, però, stanno studiando a fondo la sentenza perché ci potrebbe essere un errore di calcolo sui tempi della prescrizione che potrebbe aprire la strada a una revisione straordinaria della causa.
A dare notizia della sentenza della suprema corte è stato il sito della rivista giuridica Lexambiente che il cittadino Graziano Castiglia ha inviato alla dirigente del settore edilizia del Comune di Cesenatico, Chiara Benaglia, e alla segretaria comunale e responsabile per la trasparenza, Natascia Salsi, chiedendo chiarimenti su come intenda comportarsi il Comune per quanto riguarda il ripristino della legalità alla luce della recentissima sentenza della Cassazione e di una sentenza del 2020 del Consiglio di Stato.










