HomeReggio EmiliaCronacaVideo choc, la dirigente scolastica: "Le chat non competono a noi"La prof Flora Scotto di Galletta replica alle critiche giunte alla Fermi: "Non siamo noi a dare lo smartphone ai bambini"Un fermo immagine del video riguardante l’uccisione di una pecora: messo in chat da uno scolaro, ha impressionato gli altri ragazziniRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNon si ferma la querelle riguardante un video choc condiviso in una chat tra compagni di prima della scuola media Fermi di Reggio. Martedì scorso, giorno della Festa del Sacrificio musulmana, un ragazzino ha inviato un video che ritrae una pecora mentre viene sgozzata: una scena che ha impressionato molti coetanei nella chat. La reazione dei genitori è stata immediata. Alcuni hanno contattato l’avvocata Paola Soragni che, oltre a valutare un esposto in Procura, aveva tirato in causa l’atteggiamento della dirigente scolastica, rea a suo dire di non aver chiesto spiegazioni a chi ha compiuto il gesto o a chi lo ha diffuso. Pronta la replica della dirigente dell’istituto Fermi, Flora Scotto di Galletta: "La situazione sembrerebbe chiara: bambini di 11-12 anni sono dotati, non certo dalla scuola, di uno smartphone. Ciascuno ha un account Whatsapp che peraltro, per i minori di 13 anni, dovrebbe essere gestito dai genitori e, al di fuori dell’orario scolastico, quei bambini hanno creato autonomamente una chat di gruppo su cui si scambiano messaggi, immagini e video. Eppure, tale situazione viene intorbidita arrivando ad imputare all’istituzione scolastica presunte mancanze e incurie in relazione a un accadimento totalmente estraneo alla sua sfera di controllo. Preme poi rilevare che, contrariamente a quanto sostenuto, l’Istituto Fermi non si è mai "voltato dall’altra parte" sul rispetto delle regole. Presso la scuola si svolgono percorsi di educazione alla legalità, sia con appositi progetti, sia tramite specifici incontri con rappresentanti delle forze dell’ordine e pure con un magistrato della Corte di Cassazione. Inoltre, la docente di lettere, coordinatrice di classe, ha raccolto le impressioni raccontate dagli studenti e ha impostato un’attività di educazione civica contestualizzando l’evento. Io stessa, in qualità di Dirigente Scolastico, ho effettuato un intervento in classe, ragionando insieme agli studenti sull’utilizzo dei social e i contenuti condivisi. Auspico dunque che cessi immediatamente la polemica, fondata su ingiustificate e pretestuose accuse, o mi vedrò costretta a tutelare la reputazione della scuola in ogni competente sede".