MONTEBELLUNA (TREVISO) - Potrebbe esserci il mercato dei metalli dietro al furto della statua in bronzo (lega di stagno e rame) dedicata agli internati, e di quattro colombe che si trovavano alla base, effettuato con ogni probabilità nella notte fra giovedì e venerdì in piazza Internati, a nord della Chiesa di Santa Maria in colle. L'asportazione di metalli a scopo di rivendita è del resto un reato non nuovo in zona, come dimostra quanto accaduto anche nei cimiteri del Comune di Crocetta, dove sono sparite nei giorni scorsi le grondaie in rame.

Ora, in piazza Internati, rimane solo una colomba alla base, muta testimonianza di ciò che è avvenuto.Statua dedicata ai caduti dei lager nazisti rubata, il sindaco Bordin: «Atto inaccettabile e incomprensibile» Il quadro Le indagini sul caso sono condotte parallelamente dai Carabinieri (intervenuti sul posto per i rilievi quelli di Cornuda) e dalla Polizia locale, che hanno rinvenuto i ferri del mestiere presumibilmente usati dagli autori del reato: un seghetto e un piede di porco, abbandonati sul posto dopo l'azione.I militari stanno inoltre verificando i movimenti di persone e veicoli nell'area, con particolare attenzione alle targhe delle auto riprese dalla telecamera installata in zona. Un elemento complica però le indagini: dalla notte del 25 maggio la telecamera installata nell'area risultava spostata dalla propria posizione originaria. La Polizia Locale, accortasi dell'anomalia e non escludendo l'ipotesi di una manomissione dell'impianto, ha immediatamente segnalato l'accaduto.I tecnici sono quindi intervenuti ripristinandone la piena funzionalità nella giornata di giovedì. Resta però da stabilire con precisione il momento in cui il furto è avvenuto: se prima o dopo lo spostamento della telecamera. Una distinzione cruciale per capire se esistano riprese utili a identificare i responsabili.Marco Recalchi, il 5 giugno la prima del nuovo film del regista feltrino: il viaggio surreale di "Las Vegas non esiste" Lo sdegno Il gesto ha lasciato senza parole l'intera comunità. L'allarme è scattato, innanzi tutto, grazie alla segnalazione di un componente del comitato civico di Mercato Vecchio, che ha immediatamente allertato il presidente Valter Cavarzan.Quest'ultimo ha prontamente avvisato il sindaco, Adalberto Bordin, dando il via alla macchina delle verifiche. Informati anche gli Alpini, che proprio nel 2019 si erano adoperati per il restauro e la sistemazione del sito e della statua stessa, ma coinvolto anche il dirigente dei Lavori Pubblici Stefano Gazzola.«Siamo alla follia - commenta il primo cittadino - Ci troviamo di fronte a un atto criminoso inaccettabile sia nella forma che nella sostanza. Chi ha compiuto questo gesto ha offeso la memoria di quanti hanno sofferto e perso la vita nei lager. Molte famiglie montebellunesi conservano ancora testimonianze dirette di quella tragedia. Anch'io, come tanti altri cittadini, ho avuto un nonno che trascorse 22 mesi in un lager nazista e che riuscì a tornare a casa, per fortuna vivo, ma ridotto a soli 38 kg dopo un periodo di stenti indicibili. Per questo il valore di quel monumento va ben oltre il metallo di cui è composto: rappresenta una memoria collettiva che abbiamo il dovere di custodire e tramandare alle nuove generazioni. Confidiamo nel lavoro delle forze dell'ordine affinché i responsabili vengano individuati al più presto e chiamati a rispondere delle proprie azioni».