Qualcuno dice che sia per evitare ulteriori danni, altri pensano che sia una questione di nuove sensibilità, i più avvelenati lo ritengono uno specchio dei tempi: fatto sta che il Toro della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, a valle del restyling appena terminato, ha perso il suo elemento distintivo: quei testicoli su cui generazioni e generazioni di milanesi (e non) hanno premuto il tacco come gesto scaramantico.
Nel mosaico restaurato di fresco, in effetti, non compare più quella che era diventata nel tempo l’attrazione dell’opera voluta dai Savoia. Al vetriolo i commenti dei cittadini al post dell’assessore Granelli, che annunciava orgoglioso la fine dei lavori, eseguiti proprio per rimuovere le tessere più consumate all’altezza dei genitali. Si contesta la qualità dell’intervento artigianale ma, soprattutto, il fatto che il “toro sia diventato un bue”. Toccherà ora schiacciarne le corna per guadagnare un po’ di buona sorte?










