Ci sono due indagati nell’inchiesta sul futuro Parco della Salute: sono l’architetto Paolo Melchior, responsabile unico del procedimento per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero, e un dipendente del raggruppamento di imprese che comprende il Consorzio Sis e Abp Nocivelli. Cioè i tecnici che, secondo l’ipotesi della procura, si sono incontrati poco prima dell’assegnazione della gara per condividere un’informazione decisiva: Melchior avrebbe avvisato i futuri vincitori che non avevano concorrenti, assicurando loro che si sarebbero aggiudicati l’appalto anche con un ribasso contenuto. In cambio di questo risparmio per le aziende, l’architetto avrebbe ricevuto un corrispettivo in denaro. In altre parole, una mazzetta: «È un’assurdità, è tutto figlio di un grande equivoco» è convinto Claudio Dogliani, legale rappresentante della società di progetto che si è aggiudicata la gara.
Il reato contestato è quello di turbativa d’asta, cui si sarebbe aggiunto anche l’abuso d’ufficio se, nel frattempo, questo reato non fosse stato abrogato. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, coordinato dal pm Giovanni Caspani e dal procuratore aggiunto Salvatore Dolce, ha iniziato a “scavare” tra le pieghe del bando dopo aver ricevuto l’incarico di analizzare i bilanci della Città della salute: è il secondo filone dell’inchiesta sui presunti dieci anni di conti truccati della più grossa azienda ospedaliera piemontese, che ha già mandato a processo 16 tra manager ed ex direttori generali.







