Una flat tax al 4% per i pensionati che rientrano in Italia dopo un periodo all’estero: è questa la novità contenuta in un emendamento al decreto fiscale presentato da Fratelli d’Italia.La misura punta a introdurre un regime fortemente agevolato per chi decide di trasferire nuovamente la propria residenza nel Paese, con l’obiettivo di intercettare una platea di contribuenti che negli ultimi anni ha scelto di vivere fuori dai confini nazionali. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che mira a rafforzare l’attrattività fiscale italiana e a invertire una tendenza consolidata.
La migrazione dei super-ricchi sfida gli avvocati italianiCome funzionerebbe la flat tax al 4% Il meccanismo previsto dalla proposta si basa su un’imposta sostitutiva pari al 4% applicata ai redditi da pensione e, più in generale, ai redditi prodotti all’estero. Questo significa che i beneficiari, una volta trasferita la residenza fiscale in Italia, potrebbero usufruire di una tassazione molto più bassa rispetto a quella ordinaria. La durata del regime agevolato sarebbe significativa, arrivando fino a 15 anni, un arco temporale pensato per garantire stabilità e rendere la misura competitiva rispetto alle offerte fiscali di altri Paesi europei e non solo. I requisiti per accedere al beneficio L’accesso all’agevolazione non sarebbe automatico, ma subordinato al rispetto di alcune condizioni precise. Tra queste, il requisito di aver risieduto all’estero per almeno cinque anni prima del rientro in Italia. Un altro elemento centrale riguarda la destinazione del trasferimento: i pensionati dovrebbero stabilire la propria residenza in piccoli comuni, in particolare quelli con meno di 3.000 abitanti situati nelle aree interne del Paese. Questa scelta non è casuale, ma risponde alla volontà di favorire il ripopolamento di territori che negli ultimi decenni hanno subito un progressivo declino demografico.Stipendi 2026, come cambia la busta paga: gli aumenti, il taglio all'Irpef e le agevolazioniIl confronto con la flat tax già esistente La proposta si affianca a strumenti già presenti nell’ordinamento italiano. Attualmente esiste infatti un regime di flat tax al 7% rivolto ai pensionati che trasferiscono la residenza in alcune regioni del Mezzogiorno, con una durata massima di 10 anni. Rispetto a questa misura, la nuova aliquota al 4% si presenta come più vantaggiosa sia per il livello di tassazione sia per l’orizzonte temporale più lungo. Cambia anche, almeno in parte, la platea di riferimento, con un’attenzione particolare ai cittadini italiani che decidono di rientrare dopo un’esperienza all’estero.Taglio dell'Irpef, bonus mamme e ristrutturazioni, rottamazione: le novità in arrivo nel 2026. Guida alla ManovraObiettivi e possibili effetti della misura L’obiettivo principale dell’emendamento è contrastare la cosiddetta “fuga dei pensionati”, fenomeno che ha visto molti italiani trasferirsi in Paesi con un carico fiscale più leggero. Allo stesso tempo, la misura punta a generare effetti positivi sul territorio, incentivando l’insediamento in aree meno popolate e sostenendo l’economia locale. Restano tuttavia alcuni elementi di incertezza, legati sia all’iter parlamentare sia alla reale capacità della proposta di attrarre un numero significativo di beneficiari. L’efficacia concreta dipenderà dall’equilibrio tra vantaggio fiscale offerto e condizioni richieste per accedervi.Superbonus 110%, scudo fiscale per chi ha perso la detrazione? Il salva-condomini allo studio del governo









