Milano – Vincenzo Cimino, endocrinologo e diabetologo all’Asst Fatebenefratelli-Sacco, ricercatore alla Statale, è la quarta persona, in trent’anni di esistenza del premio della Regione Lombardia, a ricevere sia la Rosa Camuna che l’Ambrogino d’Oro del Comune di Milano, lo scorso 7 dicembre, nella stessa sessione tecnica. A renderlo però piuttosto unico, oltre a “non aver mai fatto una visita privata in vita mia”, è che la sua candidatura alle benemerenze sia stata sostenuta dalla comunità srilankese, che lo considera il suo dottore. Lo chiamano anche “il dottore delle case popolari”, visitate domicilio a domicilio perché “come dipendente del Servizio sanitario nazionale il mio obiettivo è produrre salute”.
A cominciare dalle periferie.
“Sono arrivato a Milano nel 2019 con esperienze in alcune delle più prestigiose università del mondo. A Parigi ho imparato a vedere la periferia, qui me la sono andata a cercare. Spesso non è una periferia geografica ma esistenziale, fatta di isolamento, della convinzione di non avere il diritto, ma senza di essa Milano tante mattine non si sveglierebbe. Ho fatto come Yves Saint Laurent: lui ha destrutturato lo smoking per le donne; io ho capito che per arrivare a queste persone bisognava destrutturare il dottore”.











