Sondrio, 31 maggio 2026 – Non girarsi dall’altra parte, proprio come ha fatto Catia che lo scorso 3 aprile sul Lungo Mallero, all’altezza del ponte di Gombaro, non ha esitato a fermarsi in auto in mezzo alla strada per cercare di distrarre l’uomo che stava massacrando a colpi di pietra una povera donna che neppure conosceva. In questo modo, le ha salvato la vita.
Sarebbe bastata una manciata di secondi in più e l’esito di quell’attacco belluino sarebbe stato un altro. Tragico. Irreversibile. Un senso civico e un coraggio “non comune”, dunque, quelli di Catia, una “sicurezza partecipata” che il questore Sabato Riccio auspica possa essere “condotta-esempio per tutti i cittadini contro la frequente, comune indifferenza”.
L’altro cittadino virtuoso
In questo clima di ammirazione e riconoscenza si è svolto giovedì pomeriggio, negli uffici di via Sauro, l’incontro tra il questore e la donna brutalmente aggredita da un 37enne originario del Congo (ora in carcere con l’accusa di tentato omicidio) e la coraggiosa testimone e sua prima soccorritrice.
Oltre all’intervento di Catia, unito a quello di pochissimi minuti dopo delle Volanti – che hanno subito contenuto l’aggressore – sul posto, in quei tremendi attimi e sino all’arrivo dell’ambulanza, anche un altro sondriese virtuoso, dipendente Secam, nonché volontario soccorritore della Croce rossa italiana. Il questore Sabato Riccio







