Devastazione (titolo originale ebraico: Shammòt, sulla base di un vocabolo attestato in Salmi 46,9: «Venite a vedere le opere del Signore, egli ha compiuto cose tremende sulla terra») è l’ultimo e più noto dei romanzi della trilogia ‘Ad Yerushalàyim (Fino a Gerusalemme) di Aharon Reuveni (1886-1971), scrittore e giornalista russo, stabilitosi dal 1910 in Terra d’Israele. La pubblicazione da parte di Ronzani Editore (traduzione italiana dall’ebraico di Luca Colombo, con un saggio di Roberta Ascarelli, pp. 328, e 22,00) colma una lacuna bibliografica, proponendo ai lettori italiani un testo che ancora ai nostri giorni si presta alla riflessione sui conflitti di culture innescati dalle migrazioni e sulla precarietà della vita in tempo di guerra.
Nato a Poltava (oggi in Ucraina), Aharon Shimshelevitz raggiunse la Palestina ottomana dopo un soggiorno negli Stati Uniti (1904-’06) e una successiva peregrinazione che, dalla prigione siberiana in cui era stato deportato nel 1908 per aver partecipato ad attività rivoluzionarie, lo condusse in Manciuria, a Shangai e alle isole Hawaii. Pur radicato nella tradizione giudaica, come molti intellettuali ebrei del suo tempo fu affascinato dalle culture esterne e in particolare dalle grandi letterature contemporanee.









