La galleria Aleandri Arte Moderna propone un nucleo di opere per lo più inedite dell’artista italiana, ma americana d’adozione, Letizia Pitigliani: «Il mondo è quello che è». Letizia Pitigliani. Una storia romana 1950-1959. Rimasta per anni ai margini della critica, Pitigliani riemerge oggi come una pittrice sorprendente e ancora poco esplorata della figurazione del secondo dopoguerra, distante tanto dal realismo socialista quanto dagli esiti della post-metafisica. La mostra, curata da Mario Finazzi con dovizia di particolari, ripercorre gli anni decisivi per la formazione e presenta le opere realizzate una volta rientrata in Italia, tra il 1950 e il 1959.
Letizia Pitigliani nasce a Roma nel 1935 in una famiglia ebraica che, nel 1938, è costretta a fuggire a New York in seguito all’emanazione delle leggi razziali. A tredici anni, nel 1948, riconosciuta la sua precoce inclinazione artistica, viene iscritta alla High School of Music and Art di New York, ambiente fondamentale per la sua crescita e che, a quella data, aveva già ospitato numerosi artisti, illustratori e fumettisti che diventeranno parte integrante del panorama artistico newyorkese, tra i quali: Allan Kaprow, Bernard Safran, noto illustratore delle copertine di pulp-fiction (libri tascabili da edicola) e gli inchiostratori Ross Andru e Mike Esposito, celebri per aver realizzato strisce di fumetti per personaggi iconici come Spider-Man, Wonder Woman e Flash. Altri riferimenti che ritroveremo nelle opere di Pitigliani sono riscontrabili nelle opere di Edward Hopper, Charles Sheeler e Ben Shahn.







