Nel campo progressista torna il dibattito sulle primarie e la scelta del leader, che pareva essersi affievolito. Accade in seguito all’accelerazione della destra sulla nuova legge elettorale che prevederebbe l’indicazione del candidato premier.

La mette così Elly Schlein, da Perugia dove discute con la sindaca Vittoria Ferdinandi e l’ex sindaco di New York Bill De Blasio: «È importante che ci affidiamo a quello che vogliono gli elettori e a quello che vogliono i nostri militanti e sostenitori». Per la segretaria del Pd «l’importante è che non decidiamo da soli a tavolino» ma che venga coinvolta la base. Dunque, un’opzione sono le primarie. Oppure, prosegue Schlein, «si può fare come si fa in altri paesi europei, dove il partito che prende un voto in più esprime la guida».

Prima però c’è da scrivere il programma. Sul fatto che questo passaggio sia propedeutico sembrano tutti d’accordo. Sulla tassa patrimoniale, che Avs rivendica e il M5S frena, Schleibn ha ammesso che la questione è sul tavolo: «Sarà affrontata con gli altri alleati, perché so che su questo ci sono posizioni diverse». Lei sostiene di essere «da sempre favorevole» a una tassazione a livello Ue: «In altri paesi europei si sta ragionando nella stessa direzione e io penso che non possa essere un tabù capire come a livello europeo introdurre una tassazione sui miliardari. Stiamo parlando dell’1% forse anche meno della popolazione rispetto all’esigenza di garantire servizi pubblici fondamentali al 99%». Tema ripreso da Nicola Fratoianni, che lanciando un’iniziativa della European Lefr Alliance, di cui Sinistra italiana fa parte, sul tema «Tax the rich» per il 5 giugno a Milano afferma: «Non esiste una proposta di sinistra che non metta al centro il tema delle disuguaglianze. Una delle più grande ingiustizie del nostro tempo è rappresentata dal fatto che lavoratori e lavoratrici contribuiscono al benessere collettivo con le loro tasse, in maniera più significativa dei super ricchi e delle grandi aziende».